LUCCA. Salvaguardare l’anno scolastico in corso garantendo la continuità didattica ma anche riaprire le graduatorie d’istituto per permettere l’inserimento dei “retrocessi” dalle Gae, tenere in considerazione i punteggi acquisiti da parte dei docenti grazie al lavoro svolto in questi anni e prevedere una norma ad hoc al fine di ricomporre i diritti degli insegnanti di primarie e scuole dell’infanzia, colpiti, in maniera diversa, dalla sentenza della plenaria del Consiglio di Stato. Sono queste le richieste avanzate unitariamente da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda durante l’incontro che c’è stato al ministero dell’Istruzione il 4 gennaio. Incontro che si è concluso con la sottoscrizione da parte di tutte le sigle sindacali di un verbale in attesa del parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto dallo stesso ministero dell’Istruzione per capire meglio i tempi e le modalità di applicazione della decisione del Consiglio di Stato.
Da parte del Miur le ipotesi di gestione della vicenda - alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato che, di fatto, non consente agli insegnanti diplomati magistrali di entrare nelle Gae e quindi di avere accesso alle cattedre di ruolo e alle supplenze lunghe – sono due: concorso più formazione iniziale e tirocinio (Fit) oppure concorso non selettivo più Fit. La risposta politica però, a questo punto, spetterà alla nuova legislatura. «Noi ovviamente sosteniamo l’ipotesi del concorso non selettivo – dichiara Antonio Mercuri, della Cgil Scuola Lucca – o addirittura quella di un accesso diretto alla Fit. Al momento comunque nessun provvedimento politico può essere preso. La questione dovrà essere risolta da chi verrà eletto. Intanto vediamo come si esprimerà l’Avvocatura in merito alla sentenza della plenaria del Consiglio di Stato e a quel punto il ministero si è detto disposto a riconvocarci». Intanto ieri la ministra Valeria Fedeli ha parlato di «allarme ingiustificato» sulla vicenda della sentenza del Consiglio di Stato. «Capisco ovviamente la reazione di coloro che sono preoccupati e spaventati, ma è anche vero che ci siamo mossi subito per capire meglio i termini della questione – dichiara Fedeli - L'incontro con i sindacati è stato importante, perché insieme abbiamo cercato di ricostruire la vicenda che va avanti da anni. Ora dobbiamo aspettare il parere dell'Avvocatura. Quando avremo tutte le risposte convocheremo di nuovo le parti interessate e cercheremo di trovare delle soluzioni». «L'eccessivo allarmismo sulla questione - ha concluso Fedeli - è dovuto anche a una modalità che continua a non essere utile né agli insegnanti né alla scuola che è quella di vivere di corsi e ricorsi».
Maestri non laureati, la soluzione solo dopo le elezioni

I sindacati sperano nel concorso non selettivo più la Fit E si attende l’avvocatura sulla sentenza di dicembre