«La Cri faccia vedere i bilanci 2014 e 2015»

LUCCA. Marco Santi Guerrieri, presidente provinciale del Movimento nazionale per la sovranità, torna a punzecchiare la croce Rossa sull’accoglienza dei profughi. «Il presidente della Cri Rosario...

LUCCA. Marco Santi Guerrieri, presidente provinciale del Movimento nazionale per la sovranità, torna a punzecchiare la croce Rossa sull’accoglienza dei profughi. «Il presidente della Cri Rosario Fasano dice il vero quando asserisce che mi sono recato nella sede della Croce Rossa di Lucca a fotografare il bilancio del 2016. Ma è una mezza verità in quanto il bilancio 2016 è un documento fine a se stesso se non preceduto dai due precedenti degli anni 2014 e 2015 ai quali è strettamente correlato. La CRI Lucca infatti si è costituita nella nuova denominazione “Croce Rossa comitato Provinciale di Lucca” nel 2014 e a decorrere dal 2015 ha avuto un percorso molto impegnativo nel gestire un numero spropositato di immigrati oggi ancora ospitati nelle tensostrutture alle Tagliate qui a Lucca».

Santi Guerrieri ricorda che «le associazioni non hanno obbligo di rendicontare pubblicamente i documenti fiscali ma è stato proprio Fasano in più occasioni a dimostrarsi disponibile a far visionare i bilanci del 2014 e 2015. In attesa di conoscere l'esito dell'ispezione , la città di Lucca ed i cittadini ritengo si auspichino proprio per il buon nome della Cri, che i titoli contabili richiesti siano resi visionabili pubblicamente e senza ulteriori indugi, come peraltro già tante altre paritetiche associazioni già fanno da tempo. Pure illazioni invece quelle espresse del Presidente della Cri nei miei confronti che mi accusa di “sfruttare” la Croce Rossa e i migranti per trarne un vantaggio personale in termini di visibilità: mai avuto dubbi sull'accoglienza , sui diritti dei rifugiati e verso chi fugge dalla guerra. Purtroppo nella struttura delle Tagliate vegeta un esercito di migranti economici a fronte dei sempre più rari profughi. Nessun opportunismo il mio, ma esplicita denuncia per l'inaccettabile violenza verso chi italiano e in stato di necessità, mai avrà la stessa dignità di trattamento alla pari un immigrato».