In arrivo tre mini-hub a Viareggio, Barga e nella Piana di Lucca

Avranno le stesse funzioni del campo di via delle Tagliate ma ospiteranno un numero inferiore di migranti: tra 20 e 40

LUCCA. Accoglienza migranti, in arrivo tre nuovi mini-hub per gestire i flussi e alleggerire la tendopoli delle Tagliate. Sorgeranno a Viareggio per l’area della Versilia, a Barga per l’area della Mediavalle e in un Comune della Piana non ancora individuato. La notizia è stata ufficializzata ieri mattina dal prefetto Maria Laura Simonetti, anche se un’anteprima c’era stata la sera prima, durante un incontro pubblico organizzato a Diecimo per discutere della questione migranti.

«La nostra provincia – spiega il prefetto Simonetti – aveva un debito di accoglienza da scontare perché diversi Comuni, soprattutto in Versilia e nella Piana, non aveva contribuito a sufficienza. Questo ha fatto sì che le assegnazioni stabilite dalla Regione per la nostra provincia fossero molto elevate. Abbiamo lavorato intensamente perché negli ultimi mesi gli arrivi sono stati continui: solo tra maggio e giugno abbiamo collocato nei Cas (centri di accoglienza straordinaria) 350 persone. Ciò ha impedito di alleggerire la tendopoli delle Tagliate, come invece avremmo voluto fare da tempo. Ora, però, il debito di accoglienza di Lucca si è ridotto e d’ora in poi le assegnazioni per la nostra provincia saranno minori. Gli avvisi per l’accoglienza che abbiamo pubblicato non hanno prodotto molto dal punto di vista delle offerte dei privati, così ci siamo rivolti al mondo delle associazioni e abbiamo preso la decisione di istituire tre piccoli mini-hub sul territorio provinciale per cercare di gestire meglio i momenti di emergenza. Uno sarà a Viareggio e ospiterà tra i 20 e i 40 posti. Non sarà una tendopoli ma un immobile classificato come Cas. Abbiamo già l’accordo con il Comune e sarà aperto a breve». Al di là delle denominazioni ufficiali, la struttura avrà funzioni analoghe al campo delle Tagliate, ovvero un centro di smistamento. Potrebbe essere utilizzata per ospitare famiglie con casi di fragilità sociale. La gestione sarà affidata alla Croce rossa di Viareggio. «Gli hub - spiega il prefetto - sono importanti perché consentono di fare una scelta migliore e più omogenea al momento di mandare i soggetti nei Cas».

Un secondo mini-hub sarà realizzato a Barga, in località Colle Foiba. Se ne è parlato per la prima volta l’altra sera nell’assemblea di Diecimo. A comunicare la notizia il sindaco Patrizio Andreuccetti ed il vicesindaco Roberta Motroni che hanno spiegato i termini dell’accordo che sarebbe in via di definizione e che vedrebbe coinvolti da un lato i primi cittadini della Mediavalle, dall’altro la Prefettura di Lucca: «La nostra amministrazione è favorevole all’accoglienza – ha esordito Motroni – ma a patto di rispettare 3 condizioni fondamentali: inserimento sul territorio di piccoli gruppi di migranti, distribuzione equa e omogenea degli stessi, costituzione di percorsi formativi e di affrancamento in sinergia con le realtà locali. All’inizio per Borgo era così poi nel 2017 qualcosa è cambiato. Per i primi arrivi di quest’anno a Diecimo abbiamo avuto 24 ore di preavviso, per il secondo gruppo ci siamo opposti ma la Prefettura, che ha l’ultima parola, trovando la disponibilità di un privato ci ha scavalcato. Il Comune è stato messo all’angolo». E qui subentra l’idea di un campo d’accoglienza: «Abbiamo riflettuto molto sulle soluzioni – ha proseguito il vicesindaco – e siamo giunti a due possibilità: gestire i nuovi arrivi come Comune, partecipando direttamente ai bandi e mettendosi a disposizione, oppure raccogliere la richiesta della Prefettura e creare una struttura di prima accoglienza in Mediavalle». Il campo sorgerà nell’oasi naturalistica di Colle Foiba con un laboratorio didattico utilizzato per anni dall’Unione dei Comuni e sarà gemello, in quanto a funzioni, del centro delle Tagliate. Mistero, invece, per quanto riguarda il Comune della Piana destinato ad accogliere questa struttura.

Ieri pomeriggio, intanto, a palazzo Ducale, il prefetto ha incontrato i sindaci dei Comuni sotto quota per cercare di convincerli a fare la loro parte.

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