Risciò senza regole, Il Comune lavora a una ordinanza

Due gruppi di turisti finiti contro paracarri e feriti lievemente I noleggiatori: «Li cediamo solo a clienti maggiorenni»

LUCCA. Già due episodi nell’arco di un mese nel centro storico di Lucca. Qualche settimane fa un gruppo di quattro giovani turiste spagnole, sui diciassette anni di età, a bordo di un risciò, è finito contro un paracarro “incontrato” alla fine della scesa di Sant’Agostino: il risciò si catapulta e tutte e quattro finiscono all’ospedale con traumi diffusi ma non gravi. Ci risiamo giovedì 27 luglio: nella tarda serata, un altro equipaggio di giovani su un risciò (quattro ragazzi italiani) in corsa giù per la scesa dell'Orto botanico supera i paracarri all'altezza dell'istituto Suore Dorotee: oltre a graffiare il veicolo, rovina i paletti che impediscono l'accesso alle cinta muraria. I ragazzi sono rimasti praticamente illesi.

Un tormentone, i risciò, e soprattutto d’estate. Il problema di fondo risulta di carattere giuridico, poichè i risciò sono equiparati alle biciclette e, per disciplinarne l'utilizzo, bisognerebbe intervenire sulla normativa vigente.


«Per agire in maniera sistematica bisognerebbe modificare il codice della strada - afferma Francesco Raspini, assessore alla sicurezza -. I risciò sono considerati a tutti gli effetti delle biciclette. Tutto quello che è multabile è stabilito dal giudice, e non lascia spazi di manovra».

Manca un'ordinanza specifica, che vieterebbe l'utilizzo dei risciò in determinate aree della città. Divieto di circolazione valido invece per le biciclette, interdette al traffico in alcune zone del centro storico (via Buia, ultimo tratto via Fillungo e via Roma). «Stiamo vagliando ipotesi sul modello di realtà italiane in cui l'utilizzo di questi veicoli è regolamentato da tempo - spiega Celestino Marchini, assessore alla sicurezza stradale -, cerchiamo di capire quale sia la strada migliore da seguire, per trovare una via d'uscita a una situazione che, oggettivamente, crea diversi problemi alla cittadinanza».

Il punto di vista poi degli operatori del settore (ciclonoleggi) sui risciò, mezzi “mutuati” dall'Oriente il cui costo medio si aggira intorno ai 3.000 euro, è piuttosto scettico in materia di controlli, ma unanime nel condannare chi noleggia ai minorenni, spesso responsabili di incidenti.

«Non noleggiamo risciò ai minori di 18 anni - spiegano dal noleggio Cicli Rai in via San Nicolao -. A chi vuole un risciò chiediamo un documento d'identità per tutelarci in caso di danni e consegniamo una mappa, in cui è segnalato il divieto d'accesso in alcune aree specifiche del centro città».

Valter Bizzarri, di cicli Bizzarri in piazza Santa Maria, dà un consiglio agli amministratori. «Proporrei una pattuglia di vigili urbani in Via Fillungo, a fare multe non solo ai risciò ma anche alle biciclette che non rispettano il divieto, visto che controlli non ce ne sono. Anche noi offriamo una piantina di Lucca, che paghiamo di tasca nostra, e che i clienti trovano apposta sul veicolo. Il risciò ai minorenni? Qualcuno lo noleggia, mettendo a rischio l'incolumità di tutti».

Restando sulla piazza, venti metri più in là troviamo il noleggio di Pierluigi Poli. «Fino a due anni fa non tenevo i risciò - racconta -, adesso ne ho sei e su Lucca se ne contano complessivamente sui sessanta. Chiedo i documenti, e sulla parola non concedo niente. A chi noleggia qui da me consiglio di seguire il percorso delle Mura, più sicure e meno pericolose del centro storico, e di spingersi al massimo in piazza Napoleone. È chiaro che a volte diano noia, anche perché non possono essere assicurati contro terzi, ma vanno per la maggiore e c'è grande richiesta».