Banda rapina la sala slot e fugge con 30mila euro 

Un momento della rapina alla sala slot di Lunata

Il raid della gang multietnica alle 4 del mattino. Il cassiere colpito con un pugno, i malviventi scappano con un’auto rubata che danno alle fiamme a Porcari

LUNATA. Un commando multietnico armato di bastone, mazzuolo e spranga metallica fa irruzione alle 4 del mattino in una sala slot e dopo aver immobilizzato e sequestrato per 50 minuti il cassiere addetto ai videopoker lo obbligano a consegnare le chiavi per aprire le cassette di sicurezza dove all’interno sono contenute monete e banconote per un totale di 30mila euro. A quel punto i banditi mollano un cazzotto in faccia al dipendente, unico testimone nella grande sala giochi che alle 3 si era svuotata, costretto poi a farsi medicare al pronto soccorso del San Luca. Poi si allontanano a bordo di un’auto rubata che viene data alle fiamme due chilometri più avanti dove, evidentemente, c’è un complice o comunque una macchina «pulita» su cui allontanarsi facendo perdere le tracce. Una rapina cruenta, studiata nei minimi dettagli, quella consumata alla Sala Slot Macao Club sulla via Pesciatina a Lunata accanto alla Autoexpo Fanini. Il locale è aperto da circa un anno e gestito da cinesi. Ci sono una settantina di macchinette disposte in due sale a piano terra e altre collocate al primo piano. Un luogo frequentato, specie nel fine settimana, da una cinquantina di avventori fissi e da altri occasionali sia italiani sia asiatici e sudamericani. Ma è la prima volta che una gang colpisce con tanta violenza all’interno del “Macao Club”.

La sala slot Macao Club in via Pesciatina a Lunata (Foto Sernacchioli)

Il racconto. «Dalle 4 alle 4.50 – racconta Shen Zheng Xiao, 39 anni, originario di Shangai che con la moglie e una dipendente italiana lavora da sei mesi nel locale – il mio collega, Wang Hua, 30 anni, è rimasto in balia dei banditi». Dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso dislocate su 9 punti della casa da gioco si vedono tre individui - due con cappellini con visiera e indosso giubbotti scuri, jeans e scarpette da tennis e uno con un collant calato sulla faccia e con due buchi per gli occhi, tutti con guanti in lattice per evitare di lasciare impronte - che bloccano il dipendente fuori dalla sala e lo costringono a farli entrare. «Una volta dentro la banda - prosegue Shen - minacciando il cassiere con un lungo tubo flessibile metallico, un bastone e un grande martello trascina Wang sino in uno sgabuzzino dove trova 5-6 fascette nere e le utilizza per legare le mani al mio collega. Poi, uno dei componenti, in un italiano stentato gli chiede di tirar fuori le chiavi per aprire le cassette contenenti il denaro».

Il punto di via del Centenario a Porcari dove la gang ha bruciato l'auto rubata (Foto Sernacchioli)

Nel frattempo un altro malvivente, rovistando nei cassetti all’ingresso, trova delle chiavi e tutti assieme iniziano a fare il giro delle stanze scardinando i 70 videopoker e portandosi via i soldi. I vetri oscurati e la posizione lontana un centinaio di metri dalla via Pesciatina rendono impossibile la vista di quanto accade all’interno della sala slot ai pochi automobilisti in transito. Wang Hua resta in balia dei malfattori per poco meno di un’ora. «Era solo. Non poteva fuggire e nemmeno telefonare perché il cellulare glielo avevano gettato a terra all’ingresso. Mettevano i soldi dentro un sacco e quando non riuscivano ad aprire le cassettiere con il denaro le fracassavano con il martello. Il collega mi ha detto di aver notato che uno dei malviventi era bianco mentre un altro aveva la pelle molto scura. Non poteva essere un cliente perché da quando lavoro al Macao Club non ho mai visto un africano entrare nel locale per giocare».

Shen Zheng Xiao, 39 anni, uno dei dipendenti della sala slot (Foto Sernacchioli)

La fuga e il pugno. Sono le 4.50 quando anche l’ultima macchinetta mangiasoldi viene forzata. Prima di fuggire con il bottino il dipendente cinese viene colpito con un cazzotto in faccia che lo fa cadere a terra procurandogli una tumefazione alla regione occipitale sinistra. A quel punto la gang fa il giro dell’isolato e sale su una vettura, risultata rubata, fuggendo indisturbata nell’oscurità. L’auto percorre la via Romana sino alla rotonda di Porcari e sino in via del Centenario ex via di Capannori. Lì, in uno spiazzo accanto ad una catasta di pancali di fronte all’ex Eurosak, la banda appicca il fuoco alla macchina per far perdere ogni possibile traccia. Forse c’è un’auto pulita con un complice ad attenderli per allontanarsi dalla Piana Sono le 4,55 quando Wang si riprende dallo choc e recupera il cellulare. Chiama i suoi colleghi e i carabinieri. Sul posto piomba una pattuglia di Capannori e un’ambulanza trasferisce il cinese al pronto soccorso. Adesso è caccia alla banda delle slot.