Arrestata la badante con la maxieredità

Lucca: dalle ultime volontà del suo assistito riceve beni e denaro per 700mila euro. I nipoti impugnano il manoscritto ma i soldi sono spariti. E lei finisce in carcere

LUCCA. In poco più di cinque mesi si guadagna la fiducia di un anziano disabile, tanto da farsi inserire nel testamento come unica erede del suo patrimonio, che tra beni mobili e immobili, ammonta a circa 700mila euro. Ma il “colpo gobbo” tentato da una badante rumena finisce male: da due giorni Ioana Muntean, classe ’69, residente a Lucca (guarda caso nell’abitazione del suo ex datore di lavoro) si trova nella sezione femminile del carcere don Bosco di Pisa. È accusata di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita: il gip Antonia Aracri ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, ritenendo che vi sia pericolo di fuga. Sulla 48enne rumena, infatti, pendeva un mandato di cattura europeo, dato che per diversi giorni era sparita dalla circolazione (probabilmente era in Romania) e la Guardia di Finanza non aveva potuto notificarle i provvedimenti a suo carico.

A far scattare l’indagine è una denuncia dei nipoti trentenni dell’anziano, rappresentati dall’avvocato Marco Canapicchi di Pisa. All’apertura del testamento dello zio, morto a dicembre all’ospedale San Luca, scoprono di non essere presenti nel testamento olografo. Nelle ultime volontà del loro parente figura un solo nome: quello della badante rumena assunta pochi mesi prima (a luglio) e proprio su consiglio dei nipoti. A lei vanno soldi e immobili, compresa la casa di Sant’Anna, dove l’uomo viveva. Non finisce qui: dopo aver avuto accesso ai conti correnti, i due nipoti li trovano a secco. A quel punto impugnano il testamento e fanno partire una denuncia ai danni della badante: «Si è approfittata di nostro zio (provato da problemi fisici e psichici, ndr) per farsi indicare come unica ereditiera».


Il fascicolo arriva sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Mariotti, che affida l’indagine alla Guardia di finanza. A seguito degli accertamenti, le Fiamme gialle scoprono che la donna si è fatta fare una delega per operare sui conti bancari dell’uomo. Non solo: secondo gli inquirenti ha addirittura alzato il limite sulla carta, prelevando contate dal conto corrente del suo assistito. Movimenti sono registrati perfino il giorno della morte. Infine, risulterebbe beneficiaria di un bonifico da 50mila euro. Alla fine dei giochi, degli oltre 200mila euro originari (tra conti correnti, portafoglio titoli e investimenti), le Fiamme gialle trovano nella disponibilità della donna appena 23mila euro (oltre agli immobili) e li pongono subito sotto sequestro. Il resto è svanito nel nulla, spostato all’estero col Money transfer o intestato ad altri soggetti.

Improvvisamente la badante sparisce dalla circolazione: per una decina di giorni non ci sono tracce di lei. Si teme la fuga e su richiesta del pm Mariotti il gip dirama un mandato di cattura europeo. Poi, tre giorni fa, la signora Muntean rientra in Italia e si presenta con l’avvocato Pivaal comando della Finanza, che a quel punto esegue il provvedimento di custodia cautelare in carcere trasferendola nella sezione femminile del Don Bosco di Pisa. Ieri mattina il giudice si va in prigione per l’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto. La donna sostiene di non aver fatto niente di male e di essere diventata erede universale del patrimonio dell’anziano da lei assistito. Quest’ultimo avrebbe voluto punire i nipoti, colpevoli – secondo la ricostruzione della donna – di averlo abbandonato. Nel registro degli indagati non figurano altre persone ma non si esclude che la badante possa aver avuto complici.