Barsanti a processo con l’accusa di rissa

ssieme ad altre undici persone dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Lecce per rispondere del reato di rissa avvenuto nella notte tra il 4 e 5 settembre del 2014 a Lecce

LECCE. Assieme ad altre 11 persone dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Lecce per rispondere del reato di rissa avvenuto nella notte tra il 4 e 5 settembre del 2014 nella città pugliese tra due gruppi contrapposti: otto esponenti di Casapound e quattro frequentatori del centro anarco-antagonista «Binario 68 occupato».

Si tratta di Fabio Barsanti, 35 anni, residente a San Concordio e candidato a sindaco alle prossime elezioni amministrative per Casapound Italia e Alleanza per Lucca. Il processo, inizialmente fissato il 4 novembre 2016, è stato rinviato al 24 novembre 2017 in seguito al trasferimento di un magistrato. Con Barsanti sono citati direttamente a giudizio gli esponenti di Casapound Andrea Buonamici, 24 anni, di Monsummano Terme che durante la rissa rimase ferito; Guido Giuseppe Giraldi, 27 anni, detto "Il cileno" per le sue origini sudamericane, residente a Sesto Fiorentino e dimorante in via Castracani a Lucca; Marco Clemente, 38 anni, residente a Milano; Attilio Granato, 40 anni, residente a Genzano (Roma); Eugenio Palazzini, 33 anni, residente a Monte San Savino (Arezzo); Marco Racca, 33 anni, di Torino e Pier Paolo Mora, 31 anni, domiciliato a Forlì. A giudizio anche gli esponenti degli antagonisti Carla Leo, 29 anni, di Monteroni d’Arbia; Matteo Maria Pascariello, 25 anni, di Lecce; Paolo Resta, 38 anni, di Lecce e Alessandra Rizzo, 39 anni, residente a Milano.

Fonti di prove sono risultate essere le annotazioni di servizio della Digos di Lecce, Lucca e Parma, i rilievi tecnici e fotografici, i reperti in sequestro e gli interrogatori degli indagati. In sostanza attraverso le telecamere e i controlli della polizia i 12 sarebbero stati identificati come partecipanti alla rissa avvenuta in una traversa della centralissima piazza Sant’Oronzo tra i due gruppi contrapposti durante la due giorni nazionale di Casapound che aveva scelto Lecce come città per il raduno. Barsanti (che la sera di giovedì 20 aprile abbiamo cercato telefonicamente senza successo) si è sempre difeso dalle accuse sostenendo che il suo gruppo venne aggredito da un numero largamente superiore di antagonisti e cercò solamente di difendersi.