«Cari lucchesi, date fiducia al San Luca»

La nuova responsabile del presidio presenta le prossime sfide

LUCCA. «Cari lucchesi, dateci fiducia. Questo ospedale non vi deluderà». Non lo dice chiaramente ma è più o meno questo il sottotesto che corre lungo l’intervista alla dottoressa Michela Maielli, da gennaio responsabile del presidio ospedaliero di Lucca al posto del pensionato Sergio Coccioli. Appena 47 anni, originaria di Donoratico ma da tempo residente a Sesto di Moriano, Maielli è da tempo presente in ruoli chiave della sanità lucchese: nel 2009 è stata responsabile del Campo di Marte mentre l’ultimo incarico ricoperto era di responsabile della zona distretto della Valle del Serchio. Insomma, la dottoressa formatasi come anestesista e igienista, conosce pregi e difetti dell’azienda sanitaria e dei lucchesi stessi. Per questo sa che c’è bisogno di lavorare per riguadagnare la stima e la fiducia dei cittadini, mai davvero convinti del monoblocco di San Filippo.

Dottoressa, tra il caos al pronto soccorso, la storia dell’eliporto e quella del rene tolto per errore, non è stato un bell’anno per il San Luca.

«Siamo meglio di come ci dipingono. Partiamo dal pronto soccorso: il picco di accessi a cavallo del nuovo anno non ha riguardato solo noi, ma tutte le strutture di questo tipo. Persino in Francia. Non è un problema di Lucca. Detto questo abbiamo lavorato a una riorganizzazione della struttura che ci ha permesso di avere un maggior numero di letti per i ricoveri. I risultati ottenuti sono buoni ma guai a cantar vittoria: il pronto soccorso nasce per trattare i casi di emergenza, che per loro natura non sono programmabili e preventivabili».

A breve dovrebbero arrivare il primario e tre nuovi medici. A che punto siamo?

«Per quanto riguarda i medici credo che ci saranno novità in tempi molto stretti. Le procedure sono state espletate e c’è da stilare la graduatoria. Vista la riorganizzazione del pronto soccorso che ci ha permesso di liberare personale, può darsi che il numero di medici da innestare passi da 3 a 2. Vedremo. Per il primario, invece, le procedure sono in corso: in questi giorni è stata nominata la commissione che dovrà fare i colloqui. Ci vorrà ancora un po’».

Nei giorni scorsi i sindacati hanno sottolineato l’inadeguatezza del parcheggio per i dipendenti. Cosa si sente di dire? «Valutiamo tutte le possibilità. Si era parlato di realizzare un’area di sota al posto della piazzola dell’elisoccorso, al momento inutilizzabile. Ma finché il tribunale amministrativo non si sarà pronunciato sul contenzioso in atto tra azienda e concessionario che ha effettuato i lavori, questa strada non è praticabile. I disagi ci sono al cambio di turno ma per il resto della giornata non si registrano disagi. Abbiamo anche preso delle misure per limitare la sosta selvaggia e altre ne prenderemo. Tutti parlano del Campo di Marte, ma è giusto ricordare che nel vecchio presidio non c’era un parcheggio per i dipendenti così come in molti altri ospedali. Ho lavorato per anni a Pisa e dovevo pagarmi la sosta».

Ha citato il Campo di Marte, l’ospedale rimasto nel cuore dei lucchesi. Il San Luca invece non riesce ad entrarci...

«Guardi, della localizzazione di questo ospedale si è parlato fin troppo. Partiamo col dire che il Campo di Marte avrebbe avuto bisogno di significativi interventi di messa a norma, soprattutto dal punto di vista sismico. Non si tratta di lavori di poco conto: ci sarebbero voluti dieci anni e si immagini lei con quali disagi per gli utenti».

Quindi il San Luca è il meglio che potevamo aspettarci.

«L’immagine di questo ospedale va migliorata e questo sarà uno dei miei obiettivi. Non ho una ricetta, ma sono convinta che basti puntare su quello che abbiamo: la qualità dei professionisti presenti nel nostro ospedale è altissima. Ci sono aree che rappresentano vere e proprie eccellenze. Parlo dell’oculistica, della radioterapia, della medicina nucleare, della cardiologia, della dermatologia. Sono discipline che ci consentiranno di ritagliarci il nostro spazio all’interno dell’area vasta. I nostri professionisti hanno solo bisogno di ritrovare stimoli e l’orgoglio di lavorare a Lucca. Tra gli addetti ai lavori la nostra immagine non è malvagia. Sono una trentina i lavoratori del comparto che attraverso la mobilità interna hanno chiesto di venire al San Luca. Molti di più di chi ha chiesto di andarsene».