Il mondo del lavoro apre le porte a centodieci disabili

Verranno inseriti attraverso tirocini in 80 aziende lucchesi Un progetto a cui hanno aderito Comuni, Asl e associazioni

LUCCA. «Ogni persona è una ricchezza» dice Ilaria Vietina. E in questa farse c’è tutta la filosofia che corre dietro al progetto europeo Onda, acronimo di opportunità nuove di accompagnamento, che porterà centodieci persone affette da vario tipo di disabilità ad affacciarsi al mondo del lavoro. Un assaggio accompagnato da tutor esperti, che seguiranno i prescelti in una delle ottanta aziende della Lucchesia che hanno dato la loro disponibilità per aderire all’iniziativa. Dal turismo all’artigianato, dagli uffici pubblici all’agricoltura, i disabili saranno verranno impegnati in tutti i settori del mondo del lavoro. «Il lavoro è la parte integrante della società civile, per questo miriamo ad un inserimento graduale» continua Vietina.

La vicesindaca, nel presentare il progetto, è accompagnata da una vasta delegazione tutta al femminile: le colleghe dei Comuni Capannori, Porcari e Villa Basilica, le rappresentanti della Asl e quelle delle associazioni (Consorzio So&Co, Anffas, Oikos e Agenzia Per-corso). Tutti soggetti coinvolti con Onda. «La rete di collaborazione ha interessato tutta la zona - dice l’assessore di Capannori Ilaria Carmassi - Anche questo è un segnale positivo». Una solida sinergia tra istituzioni e associazioni, un finanziamento regionale da circa 695mila euro ed ecco che il progetto Onda è pronto a partire. La firma della convenzione è prevista per ottobre e da quel momento partirà l’iter che accompagnerà i prescelti per due anni in un inserimento graduale nel mondo del lavoro.

L’invito è stato rivolto a persone disabili, con disagio mentale o comunque soggetti vulnerabili, già iscritti ai servizi sociali. Il limite massimo era più basso in realtà, ma Lucca ha voluto saltare l’ostacolo per arrivare ad accogliere centodieci prescelti. Non tutti però arriveranno alla fine dei due anni: nel corso dei mesi infatti verranno svolte delle selezioni, per capire quali soggetti potranno andare avanti con la formazione prima e con l’orientamento professionale poi. Un percorso che mira ad avviare con i soggetti coinvolti processi di progressiva autonomia, agevolando al tempo stesso l’inclusione sociale.

Il primo passo, una volta firmata la convenzione, sarà quello di valutare il livello di occupazione dei partecipanti. Dopodiché, si entrerà nel vivo con la realizzazione di laboratori, attività di orientamento professionale di gruppo e individuali, percorsi di simulazione di impresa. Finiti poi questi quindici mesi di formazione, i prescelti potranno accedere a tirocini nelle aziende che hanno aderito, legate al settore del turismo e della ristorazione, dell’agricoltura, dell’artigianato e della manifattura, fino agli uffici pubblici e all’accoglienza.

«Sono ottanta le aziende che hanno aderito - spiega Vietina - Un segnale di forte sensibilità che speriamo comunque di poter allargare». Ma su questo punto l’assessore di Porcari, Fabrizia Rimanti, vuole specificare che questi «non sono posti di lavoro, tant’è che non è previsto nessuno stipendio, ma solo un rimborso spese da circa duecento euro».

L’obiettivo del progetto Onda infatti è ben preciso: accompagnare le persone affette da disabilità nel mondo del lavoro e contemporaneamente sensibilizzare le aziende stesse nei confronti delle categorie cosiddette protette, in modo che in futuro possano aprire le porte anche a loro. Perché, come ha detto la vicesindaca, «ogni persona è una ricchezza e porta con sé qualcosa da dare».

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