Si costituisce il vigilante ma i lingotti sono spariti

Autista del portavalori era sparito con decine di chili d'oro, quattro milioni di euro, dopo il giro tra le aziende orafe di Badia al Pino, Arezzo

LUCCA. «So che mi state cercando e sono venuto a raccontarvi quello che mi è successo...». Antonio Di Stazio, 60enne aretino, la mattina di lunedì 18 ha aperto la porta della stazione dei carabinieri di Lucca centro, accompagnato dal legale Marco Treggi. Sono in molti a voler sentire quello che ha da dire. È lui la guardia giurata a cui le forze dell’ordine di tutta la Toscana stanno dando la caccia da giorni. Precisamente da lunedì 11 luglio, giorno in cui Di Stazio è sparito insieme ai 4 milioni di euro in oro che si trovavano a bordo di un porta valori su cui lui stava facendo l’autista. Il furgone della Securpol svolgeva il solito giro tra le aziende orafe di Badia al Pino, nell’aretino.

Intorno alle 16,30 il mezzo blindato ha fatto sosta davanti alla Italimpianti. Qui è avvenuto il furto (o presunto tale). Uno degli addetti al portavalori è sceso dal mezzo per entrare in azienda e quando è tornato il furgone non c’era più. Sparito anche il collega Di Stazio, che invece era rimasto a bordo. Immediatamente è scattato l’allarme alla centrale dell’istituto di vigilanza e sono partite le ricerche.

Il mezzo è stato trovato qualche ora dopo in una zona boschiva, ma del prezioso carico e del suo autista non c’era più alcuna traccia: volatilizzato e irreperibile nei giorni successivi. Subtio su di lui si sono addensati i sospetti degli inquirenti.

Ma Antonio Di Stazio, 60enne di origini campane da tantissimo tempo residente ad Arezzo, viene dipinto da chi lo conosce come un uomo tranquillo: “Arezzo notizie” parla di una fedina penale immacolata e di una condotta di vita solitaria e irreprensibile. Difficile immaginarsi che possa essere stato lui a organizzare quello che alcuni hanno ribattezzato come il colpo del secolo. Ora però, l’uomo si è presentato alle forze dell’ordine. Costituito? No. Secondo l’avvocato Treggi si è solo fatto avanti, sapendo che gli inquirenti erano sulle sue tracce. E si sarebbe presentato ai carabinieri di Lucca perché qui lavora il suo legale. Di cose da raccontare Di Stazio ne ha sicuramente moltissime. Dove sono finite le decine di chili d’oro? Cos’ha fatto in questi giorni? Forse qualcuno lo ha minacciato e costretto a portare il furgone dove poi è stato ritrovato? Sono queste alcune delle domande che gli inquirenti gli rivolgeranno. Per ora non ha fornito indicazioni precise su quanto accaduto e tantomeno su dove sia finito il carico, ma di sicuro lo farà già a partire da oggi, visto che i militari hanno preso contatti con la procura di Arezzo che indaga sui fatti.

Di Stazio non è in stato di fermo, al momento risulta semplicemente indagato per appropriazione indebita. L’avvocato Treggi non si sbilancia sulla posizione del suo assistito: «È una fase delicata e non posso dire nulla. Il mio cliente si è presentato per chiarire la sua posizione».

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