Summer Festival, la leggenda del rock incanta 7.000 persone

Lucca: pubblico scatenato per Neil Young, che ha aperto con due pezzi “classici”. E al pianoforte Lukas Nelson ha regalato una bella versione di “Volare”

LUCCA. Sulle note della ballata “After the Gold Rush” al pianoforte prende il via il concerto di Neil Young, quinto appuntamento del Summer Festival. Con una camicia di flanella a quadrettoni e il suo inseparabile cappello, il rocker canadese si presenta sul palco quasi sottovoce. Poco prima due contadine hanno sparso semi sul proscenio in omaggio al tema ecologista del tour. Lasciato il piano Young prende la sua amata chitarra acustica e l’armonica per suonare l'intramontabile “Heart of Gold”. Bastano questi due classici, con il suo caratteristico timbro vocale nasale, per emozionare il pubblico. E si capisce subito che sarà un grande concerto.

Due canzoni - la prima del 1970, contenuta nell'omonimo album manifesto di quella straordinaria combinazione tra country e rock, la seconda del 1972, tratta da Harvest, pietra miliare non solo della sua fulgida e lunga carriera - che appartengono al cuore di molti dei circa settemila spettatori radunati in piazza Napoleone per un mito del rock. Che è già passato sul palco del Summer Festival, ma che ogni volta, fa arrivare tantissimi fan adoranti.

E le prime due canzoni non saranno gli unici classici di un concerto intenso ed entusiasmante. Dopo tocca a “The needle and the damage done”: da brividi. Dopo questo inizio da solista entrano i Promise of The Real, la band di Lukas Nelson (figlio della star del country Willie Nelson), con Anthony Logerfo, Corey McCormick e Tato Melgar (tutti bravissimi), con la quale ha realizzato Monsanto Years, l'album dal forte contenuto politico contro la compagnia multinazionale dell’agrochimica. Spruzzi di pesticidi e sirene post-atomiche segnano l’ingresso della band. Un atto di denuncia dell'eterno hippie contro il degrado ambientale e a favore della difesa della madre terra, “mother earth”, tema portante del suo tour in difesa della natura.

Due set, prima acustico e poi elettrico: lo show è diverso da quello del 2013, quando Neil Young tornava a Lucca dopo dodici anni. Ha 70 anni il vecchio e caro Neil, ma non ha perso la proverbiale grinta e l'anima rock, attingendo da suo vasto repertorio tra atmosfere più dure e ballate splendide e dolenti, in cui emerge anche il periodo dello storico sodalizio con Crosby, Stills e Nash (anche loro vecchie conoscenze del festival di Mimmo D’Alessandro).

Poi rifiata quando, bellissimo momento, Lukas Nelson siede al pianoforte e regala un’interpretazione unica di “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, cantata in italiano con tutta la sua band e Neil Young ad accompagnarlo tra il boato dei fan. E le sorprese non finiscono perché sul palco, intorno alle 22, sale anche Willie Nelson, ultraottantenne e venerato mito del country rock. «Abbiamo tutta la famiglia Nelson», scherza Young.

In piazza un pubblico di tutte le età, non solo i nostalgici degli anni Settanta ed di un’epoca d'oro della musica, ma anche tanti giovani che hanno conosciuto solo più tardi quest'icona assoluta del rock più genuino ed anticonformista, anticipatore del punk e poi negli anni Novanta del fenomeno grunge grazie ad inni come “Rocking in the free world” e “Hey Hey, My My”, con quel verso “È meglio bruciare che spegnersi lentamente” ripreso da Kurt Cobain.

Tornando alla serata di ieri in piazza Napoleone, il pubblico si infiamma nella seconda parte del concerto quando Neil imbraccia la chitarra elettrica ed inizia una lunga cavalcata, una tempesta di suoni. Piovano scariche elettriche sul Summer, in un crescendo che manda in visibilio la piazza. C'è tutto Neil Young e i suoi assoli leggendari che lasciano senza fiato. E negli encore (ogni volta sempre una sorpresa) il pubblico acclama il grande Neil. Quasi tre ore per un concerto indimenticabile. Un'altra pagina storica per il Summer Festival che ha ospitato uno dei più grandi di sempre del rock mondiale.

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