Due branchi di lupi sulle Alpi Apuane «Comportatevi così»

Il “vademecum” del Parco in caso di incontri con l’animale Bisogna evitare di lasciare rifiuti fuori dai cassonetti

CASTELNUOVO. Come comportarsi in caso di incontro ravvicinato con un lupo. Indicazioni preziose, visto che quello che accade in Garfagnana. E che arrivano direttamente dal Parco delle Alpi Apuane, che ha stilato una sorta di “vademecum”.

Il lupo, ritornato spontaneamente sulle montagne delle Apuane - spiega la nota - è presente ormai in modo stabile con due branchi nel Parco Regionale delle Alpi Apuane. In quasi ogni angolo del territorio apuano è quindi ormai possibile ritrovare segni di presenza di questa specie, e in alcuni casi, non sono da escludere nemmeno dei fortunati avvistamenti diretti.

«In certi contesti rurali - prosegue la nota - , può succedere che alcuni individui siano avvistati nei dintorni dei paesi, soprattutto nelle zone montane».

Come comportarsi, allora? «Innanzitutto non avere paura– i lupi non attaccano l'uomo. In alcune occasioni il lupo può rimanere ad osservarci senza allontanarsi subito: questa è semplice curiosità da parte dell'animale, ma se si preferisce evitare questa situazione, qualche urlo e un po’ di confusione sono ottimi metodi per farli allontanare».

L'unica accortezza che si raccomanda - spiegano gli addetti del Parco - è la gestione dei nostri rifiuti e resti alimentari. Il lupo, infatti, è un animale naturalmente diffidente verso l'uomo, ma come tutti i canidi è attirato dal cibo.

Per mantenere i lupi lontani dai paesi è necessario quindi evitare di richiamare nelle vicinanze loro possibili prede, non lasciare avanzi o sacchetti fuori dai cassonetti né intorno alle case, e non cercare volutamente di alimentare i lupi credendo di aiutarli (ad esempio in condizioni nevose temendo che possano trovare poco cibo nel bosco).

Nel loro ambiente, infatti, questi splendidi animali riescono a trovare autonomamente tutto quello di cui hanno bisogno, per cui «rispettiamo la loro natura selvatica» e facciamo in maniera che gli animali non siano “spinti” ad avvicinarsi ai centri abitati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA