Vagli, Enel gela il sindaco Il lago non si svuota

La diga di Vagli

Puglia aveva annunciato l’operazione per l’estate 2016 ma arriva una smentita L’Autorità di Bacino rincara la dose: quell’acqua è troppo importante

VAGLI. Il lago di Vagli non si svuota. A dirlo sono Enel e Autorità di Bacino. Il sindaco Puglia però non molla, resta ottimista e aspetta una risposta ufficiale da Enel ad una sua lettera inviata nei giorni scorsi.

Puglia vuole un incontro a cui ha invitato anche i parlamentari di zona e aveva già trovato appoggi dall’Uncem e dall’onorevole Raffaella Mariani che si sono detti a disposizione per un incontro. E ora passa anche al contrattacco: «Se Enel non ci ascolta - dice il sindaco - passeremo alle vie legali per bloccare la galleria che porta acqua dal lago di Gramolazzo, così si bloccherebbe il bacino che diventerebbe uno stagno per le anatre. Quando è stato realizzato realizzato il bacino, l’accordo era che il gestore avrebbe dovuto svuotarlo ogni 10 anni per consentire agli abitanti evacuati e danneggiati di tornare a visitare i luoghi nativi».

Che cosa dice Enel. Il sogno del sindaco Mario Puglia, ma di un’intera Valle, subisce per il momento una brusca frenata. Dopo settimane di discussioni, da quel 30 maggio in cui Puglia annunciò lo svuotamento, attraverso varie tappe si è arrivati, finalmente, ad una presa di posizione ufficiale di Enel. «Lo svuotamento del lago di Vagli non rientra nei programmi di breve/medio termine», così l’azienda sulla possibile riemersione del paese di Fabbriche di Careggine nell’estate 2016. «La gestione dell’invaso prevede di effettuare un’operazione di svaso, fatte salve eventuali situazioni di emergenza, solo in caso di indifferibili interventi manutentivi o per esigenze di ispezione delle opere normalmente sommerse: per quanto riguarda Vagli, i controlli e i monitoraggi che vengono effettuati costantemente da Enel non hanno ad oggi evidenziato alcuna necessità di dare corso a interventi di questo tipo».

Che cosa dice l’Autorità di Bacino. Non solo, un’altra difficoltà all’operazione la aggiunge l’Autorità di Bacino del Fiume Serchio. L’invaso di Vagli è inserito nel cosiddetto “Sistema idraulico strategico” del distretto idrografico del Serchio cui fornisce la quasi totalità della capacità di accumulo: «ciò significa che, oltre a costituire un’importante risorsa per la produzione di energia da fonte rinnovabile, l’invaso di Vagli costituisce una riserva idrica fondamentale per l’intera Valle del Serchio. Ne sono un esempio questi giorni di scarsa piovosità: con scarsi o nulli apporti naturali, l’erogazione del serbatoio di Vagli, effettuata secondo le modalità e le quantità concordate da un apposito Tavolo tecnico, si conferma strategica ed essenziale per l’intero bacino idrico al fine di garantire il soddisfacimento delle esigenze ambientali, idropotabili e irrigue».

È evidente - secondo l’Autorità di Bacino - che una prolungata indisponibilità di questa preziosa risorsa idrica potrebbe mettere seriamente a rischio la tenuta dell’intero sistema in termini idrici e ambientali.

Che cosa aveva detto Puglia in primavera. Il 30 maggio Puglia su Facebook parlò di un incontro avvenuto a Roma con i tecnici del ministero, ma appunto mancava il necessario vertice con Enel. Quel post su Fb fu poi aggiornato dallo stesso sindaco con un’invettiva: «Speriamo che i cialtroni con la burocrazia romana per invidia non facciano ostruzionismo. Certe persone importanti sanno solo pensare a propri interessi di bottega. A volte se non gestiscono potere economico e politico in prima persona o con i vari utili idioti di turno cercano di fare fallire i progetti come questo».

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