Erbe magiche e streghe sul monte del Prato Fiorito

Tante leggende aleggiano intorno a questo luogo a 1.300 metri di altitudine Fra i suoi estimatori anche il poeta Shelley, oggi è mèta di escursioni

BAGNI DI LUCCA. Usciranno streghe, diavoli e folletti dalla buca tra le rovine di quello che, secondo le leggende, fu un antico monastero nei pressi del Prato Fiorito? Certo è che tra gli amanti della natura e dell'ambiente incontaminato di questo monte a 1297 metri di altezza che domina la Controneria, sopra Bagni di Lucca, non mancano gli appassionati di stregoneria ed esoterismo, attratti dalla fama del Prato Fiorito come luogo di eccellenza per le diavolerie.

«Sul monte - come consiglia Virgilio Contrucci, esperto dei luoghi e della loro storia e camerlengo della Vicaria Val di Lima - privo di vegetazione, brullo e rotondeggiante, è davvero da non perdere un'escursione che, dalla primavera in poi, porterà in un luogo incantato ricco di fiori ed erbe, anche tra le più rare e, in certi casi, davvero “strane” rispetto alle specie conosciute nella nostra regione. Non ci sono soltanto il banale stramonio, l'erba delle streghe, e altre specie utilizzate da secoli per pozioni più o meno magiche, ma anche piante utilizzabili come veri medicamenti, come può spiegare bene il farmacista Massimo Betti (sindaco di Bagni di Lucca) che con quelle erbe compone molti dei ritrovati a cui si ricorre con successo nell'omeopatia».

Fiori ed erbe a parte, quando si parla del Prato Fiorito tengono banco le leggende. Su tutte quella che vuole che in precise sere dell'anno, come la notte di San Giovanni, da Borgo a Mozzano, dopo aver attraversato il Ponte del Diavolo, partano per il Prato Fiorito streghe, diavoli ed elfi il cui cammino sembra dominato dal turbinio del vento. Una leggenda conosciuta anche da Giovanni Pascoli che nel suo racconto La Cunella scrive: “Ah! Vecchiaccia del diavolo! Va sul Prato Fiorito! Ora vedo che lo maldocchiasti tu! ". Un'altra leggenda indica il monte come popolato da da streghe e diavoli che risiedono in una profonda buca tra le rovine di un antico monastero. Proprio da questa buca, durante le notti ventose, proverrebbero dei gemiti lugubri di streghe, diavoli e folletti che si dirigono poi sulla cima dell’Appennino. E intorno a loro apparirebbero e comparirebbero castelli fantastici. Da non dimenticare poi la leggenda che narra che la chiesetta di S. Anna, che si trova sotto Prato Fiorito, era abitata da uno strano eremita che si cibava di erbe e bacche ed era solito fare scherzi ai boscaioli. Alla fine però i boscaioli svuotarono delle zucche e ci inserirono delle candele, sistemandole intorno alla capanna in modo da farle sembrare teste di demoni. Quando l’eremita passò da lì si spaventò e non si fece più vedere. Come non vedere nella leggenda l'origine italiana della consuetudine di Halloween?

Dietro a queste fole correva anche il poeta inglese innamorato di Bagni di Lucca e dei suoi luoghi, Percy Bysshe Shelley, il quale sul Prato Fiorito svenne per l’intenso profumo di fiori che il vento, accarezzando la vetta, spargeva nell’aria. Tornando a quanto si tramanda oralmente, da non dimenticare è l'accostamento della zona alla presenza di un tempio a Diana, dea della caccia, ma anche della notte e della libertà nella natura: sui ruderi del tempio sarebbe poi sorta la chiesa di S. Cassiano di Controni. Di scritto, nei documenti dell'Archivio di Stato, c'è invece la cronaca del processo, nel 1589, alla guaritrice Crezia, una dottoressa ante litteram, che ebbe la sfortuna di vivere nell'epoca della caccia alle streghe. Fu accusata di stregoneria per aver partecipato al sabba sul Monte Fiorito e addirittura di aver ucciso bambini e persone succhiando loro il sangue, nonché di aver fatto malefici attraverso i suoi medicamenti. Torturata, la poveretta fu costretta a “confessare” di essere un'assidua dei convegni diabolici sul Prato Fiorito e di aver partecipato anche ad una festa orgiastica con il demonio.

Emanuela Ambrogi