Spot al mercato, Esselunga nel mirino

Un’Ape staziona di fronte ai banchi contadini del sabato a Marlia. Gli operatori: «Cominciano ad avere paura di noi...»

CAPANNORI. Per gli operatori del mercato contadino del sabato mattina a Marlia si tratta di una vera e propria invasione di campo, al limite della concorrenza sleale: per due settimane consecutive l’Ape dell’Esselunga si è piazzato proprio di fronte al mercato. Una manovra che non è andata giù agli espositori. E della quale è già stato informato anche il Comune di Capannori, che del mercato contadino è organizzatore.

Il caso è scoppiato due sabati or sono quando, di buon’ora, la pubblicità semovente della catena di supermercati è arrivato in via Paolinelli, rimanendo comunque fuori dall’area mercatale vera e propria. La scena, certo non passata inosservata, si è ripetuta la settimana dopo, cioè l’altroieri. E in questo caso - raccontano gli operatori - l’Ape sarebbe addirittura entrata dentro il mercato, salvo tornare indietro quando l’autista si è reso conto che la situazione stava diventando imbarazzante.

Ma Federico Martinelli, che parla a nome di tutti gli operatori (una decina) non vuole che le riserve sulla manovra di Esselunga diventi una campagna contro la catena della grande distribuzione. «Piuttosto - spiega - vorrei ribaltare la questione. E immaginare che se Esselunga fa questo è perché il nostro sistema di vendita comincia a non essere più insignificante».

Secondo Martinelli, insomma, quello che è sta avvenendo è qualcosa che va al di là di una semplice laternativa fra forme di vendita al dettaglio: «Gli agricoltori - afferma -si sono organizzati riappropriandosi di quella forma di mercato che ci appartiene di più, la vendita diretta. Negli ultimi sette-otto anni sono nati molti mercati contadini, le persone tornano a ripopolare le piazze riempite di frutta verdura carne e formaggi e in questo gesto c'è un valore che va molto oltre a quello e economico impresso sullo scontrino è un valore sociale, un nuovo senso di comunità. Al mercato contadino a cui partecipo tutti i sabati mattina con altri produttori (cioè proprio quello di Marlia, ndr.) i bambini giocano nel piazzale mentre i grandi si prendono un caffè, si riesce a parlare con le persone venute lì per comprare qualcuno chiede un consiglio, una ricetta o altri semplicemente un come stai, chi arriva entra come un cliente ed esce come un amico».

Secondo Martinelli - che è titolare di un agriturismo in Valfreddana - «sicuramente chi dirige i supermercati è molto abile a capire ciò che piace di più alle persone e si stanno rendendo conto delle forze nascoste e delle potenzialità di questi mercati. Prima snobbati ora cominciano ad averne paura, si sentono disarmati perché i tanto pubblicizzati sconti del 50 % ed offerte speciali non possono competere con quel calore umano e con quel senso di conviviali e condivisione che animano i mercati contadini e di cui oggi abbiamo sempre più bisogno. L'impatto della grande distribuzione e la nostra responsabilità nel cambiare il modo di acquistare i prodotti che poi andranno delle nostre tavole è stato devastante su un tessuto di tante piccole aziende agricole familiari che popolavano e presidiavano le nostre campagne. I contadini hanno una grande capacità che è quella di resistere. Resistiamo alle difficoltà che quotidianamente il clima ci impone, resistiamo alla crescente burocrazia che taglia le gambe ai piccoli produttori e riusciamo a resistere anche alla grande distribuzione».