Rx senza il medico, in 14 finiscono sotto processo

BARGA. Il caso è diventato ben presto di portata nazionale e adesso arriva in un’aula di tribunale. Il gip Pezzuti ha infatti rinviato a giudizio (udienza il 10 marzo) due medici e 12 tecnici...

BARGA. Il caso è diventato ben presto di portata nazionale e adesso arriva in un’aula di tribunale. Il gip Pezzuti ha infatti rinviato a giudizio (udienza il 10 marzo) due medici e 12 tecnici radiologi dell’ospedale di Barga. L’accusa, formulata dal pm Origlio che ha condotto l’inchiesta, è che i tecnici avrebbero effettuato abitualmente esami radiologici in assenza del medico specialista, svolgendo compiti esclusivi dello specialista (inquadramento clinico anamnestico, giustificazione dell'esame, informativa per il consenso)omettendo di effettuare un'accurata anamnesi allo scopo - per esempio - di sapere se le donne fossero in stato di gravidanza.

Il gip ha deciso di mandare a processo il dottor Lisandro Fava, 62 anni, residente a Montuolo, da poco in pensione dall’Asl 2, la dottoressa Graziella Di Quirico, 62 anni, di Massa Macinaia e 12 tecnici di radiologia: Carla Ferrari, 57 anni, di Molazzana; Marziano Rossi (52) di Barga; Donatella Troli (36) di Borgo a Mozzano; Paolo Papera (61) di Borgo a Mozzano; Letizia Beddato (28) di Civitavecchia; Elisa Orsi (30) di Casola in Lunigiana; Angela Fortino (30) di Lucca; Paolo Landi (58) di Castelnuovo; Emanuela Corrado (31) di Castelnuovo; Luca D’Alessandro (33) di Castelnuovo; Manuela Rossi (51) di Piazza al Serchio; Giovanni Tripoli (50) di Pieve Fosciana.

Il caso era nato al poliambulatorio di Marlia, dove due tecnici radiologi per anni avevano dato attuazione a una disposizione dell'Asl 2 avallata dalla Regione Toscana e avevano effettuato radiografie poi refertate a distanza dai medici, grazie al sistema chiamato Ris-pacs. Non si può, aveva sostenuto la procura lucchese, la legge non lo consente. Non solo la Procura aveva ottenuto il rinvio a giudizio dei 2 tecnici in servizio a Marlia (oltre che di 2 dirigenti Asl) ma avevano esteso l'indagine anche all'ospedale di Barga, dove pure si sono effettuate radiografie senza il medico. A difesa dei colleghi indagati, a ottobre al cinema Astra di Lucca erano arrivati da tutta Italia 300 tecnici di radiologia che oltre alla solidarietà avevano dato un contributo per iniziative che risolvano questo problema.

Anzitutto la ratifica delle intese fra Stato e Regioni sull'implementazione delle competenze dei tecnici, così da evitare nuove situazioni di questo tipo.