Taglio Province, assessori a spasso

Il 1° gennaio decade la giunta: dalla Maineri alla Cavallaro ecco cosa faranno i membri dell’esecutivo

LUCCA. C’è chi torna sui libri, chi si dedica ai nipoti, e chi deve trovarsi un lavoro. Il taglio delle Province miete le sue prime vittime: il primo gennaio le giunte provinciali verranno sciolte e così i membri dell’esecutivo nominato poco più di un anno fa dal presidente Stefano Baccelli si ritroveranno a spasso.

La rottamazione anticipata per decreto disegna un sorriso amaro sui volti degli attuali membri della giunta: i quattro ultra sessantenni (Maura Cavallaro, Francesco Bambini, Luigi Rovai e Mario Regoli) si godranno la pensione e dedicheranno tempo al privato; i giovani Federica Maineri, Diego Santi e Andrea Giorgi, invece, chiudono la parentesi politica e tornano a scrivere la propria storia su altri tavoli. E il compito più arduo sembra proprio il loro. «Diventeremo privati cittadini – spiega Santi, 37 anni – Riprenderò l’attività lavorativa che svolgevo in precedenza: tecnico del risparmio energetico. Sono stato dipendente per un'azienda poi ho svolto la professione in proprio. Certo, il momento non è dei migliori per trovare lavoro, ma qualche contatto nel settore ce l’ho e cercherò di sfruttarlo». Santi rimane consigliere comunale a Coreglia Antelminelli e segretario del Pd locale: «Proseguirò la mia attività politica – spiega – anche se con tempi più limitati visto che dovrò lavorare per portare a casa uno stipendio (come assessore guadagnava 3.953 euro lordi al mese, ndr). L'amarezza maggiore? È legata al fatto di aver svolto un'attività considerata inutile».

Meno traumatico il ritorno alla realtà di Federica Maineri, 24 anni, residente a Viareggio (stipendio da 3.953 euro lordi al mese anche per lei), che potrà dedicarsi a tempo pieno agli studi universitari: «Sono iscritta a giurisprudenza nell’ateneo di Firenze – racconta – Mi mancano 6 esami e ora spero di poterli superare velocemente per poi preparare la tesi. Il lavoro al momento non è una necessità: vivo con i miei e non ho spese particolari. Cosa farò da grande? L’avvocato non mi ispira e neppure il “politico di professione”: non ci credo e poi sono già stata rottamata – scherza – Purtroppo è finita prima del previsto, ma non chiudo la porta: per fare politica non serve una poltrona».

L’altro “giovane” della giunta Baccelli è Andrea Giorgi, 45 anni di Pietrasanta. L’assessore al bilancio durante il mandato ha mantenuto il posto da dirigente dei servizi finanziari al comune di Camaiore e per questo motivo percepisce uno stipendio ridotto rispetto ai colleghi: 1.976,64 euro lordi al mese. Anche per lui, quindi nessuno stravolgimento.

Chi, invece, sembra intenzionata ad abbandonare la vita pubblica è Maura Cavallaro (4.561 euro lordi al mese in qualità di vicepresidente), 67 anni, ex insegnante di matematica oggi in pensione. «Me ne torno a casa, a Pietrasanta e dedicherò più tempo ai miei due nipoti, di 4 e 10 anni, e a mio marito – racconta – Sono in Provincia da tre mandati (una volta consigliera, due volte assessore, ndr) credo sia giusto lasciare spazio ai giovani. Paghiamo il vento dell’antipolitica, ma tant’è. Intanto aspetto di sapere cosa dirà la Corte costituzionale».

Altro pensionato è l’assessore “corridore” Mario Regoli (3.953 euro lordi), ex preside all’istituto Campedelli di Castelnuovo. «Era nell’aria – racconta – Quanto accaduto mi lascia l’amaro in bocca ma sul piano personale l’ho presa bene: avrò più tempo libero da utilizzare per i miei interessi personali: la corsa e i viaggi in giro per il mondo. Mi piace fare footing nelle zone di Barga e Gallicano. Finora lo facevo raramente adesso mi allenerò con maggiore costanza. Inoltre, con mia moglie e mia figlia stavamo pensando a un viaggio: forse in Italia o forse in India. Vedremo».

ALTRO SERVIZIO A PAG. 2.3

©RIPRODUZIONE RISERVATA