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Lucca, riapre il ristorante "Al Viale"

I coniugi Volpe lo hanno ripreso in gestione dopo averlo ceduto nel 2018

LUCCA. L’entusiasmo era alle stelle, ieri mattina al bar ristorante “Al Viale” di San Concordio che, dopo circa un anno, ha riaperto i battenti con la gestione storica che ha fatto del locale un punto di riferimento per due generazioni di cittadini e di sportivi. Emozionati, ma felici per questa ripartenza, gli inossidabili Eugenio (Nuccio) Volpe e la moglie Gabriella Nelli che, fedeli a una passione smisurata per il loro lavoro, hanno ripreso le redini del locale che avevano creato 38 anni fa con tanti sacrifici, ricompensati però da un’infinità di soddisfazioni. La pensione può attendere, anche perché, nonostante l’età che avanza, per fortuna entrambi godono ancora di ottima salute.

Settantasette primavere per Nuccio, portate splendidamente. Cinque di meno per la sua signora che, con una luce nuova negli occhi, ha ripreso a servire gli avventori con quel garbo e quel sorriso che non l’hanno mai abbandonata. Ci hanno ripensato i coniugi Volpe che nel 2018, consapevoli di avere raggiunto l’età giusta per appendere al chiodo grembiuli e menu, cedettero l’azienda a imprenditori cinesi. Ma nel 2019 entrò in crisi e chiuse nel 2020 dopo il lockdown. Si rialza così il sipario su una delle attività storiche della ristorazione lucchese.

Era esattamente il primo maggio del 1983 quando il ristorante Al Viale aprì i battenti nel fondo che prima era di concessionaria di auto. Nuccio era orgoglioso di imbarcarsi in questa avventura, forte di una lunga esperienza nella ristorazione. Per oltre undici anni aveva lavorato al ristorante “Lo spiedo d’oro” di Antraccoli. Ma le “ossa” se l’era fatte da ragazzino, tra i tavoli e la cucina del ristorante dell’hotel Universo in piazza Napoleone, allora gestito dal padre Amerigo con il socio Cassio Ferroni.

Era il 1957, Eugenio aveva tredici anni e l’ansia di imparare quella professione che già lo appassionava. E poi voleva contribuire al bilancio familiare e guadagnarsi qualche soldino da spendere con gli amici. Migliore opportunità non poteva esserci per iniziare a diventare grande e responsabile.

«Purtroppo – commenta Nuccio Volpe – dieci anni dopo, quando avevo imparato i segreti del mestiere e cominciavo a mettere da parte un gruzzoletto, mio padre morì e la proprietà si rifiutò di cedere l’attività a me che ero appena rientrato dal servizio militare. Poco importava se tra le mura di quel ristorante avevo maturato un’esperienza decennale e potevo garantire una discreta clientela. A nulla valsero i miei tentativi. Per i proprietari ero troppo giovane e non avrebbe funzionato. Confidavano invece su una gestione più datata che, a loro dire, avrebbe dato più garanzie».

Ma lui non si arrese. Erano gli anni della ripresa economica, era già esperto nel settore e un lavoro lo avrebbe sicuramente trovato. L’occasione si presentò poco dopo nel locale di Antraccoli che stava ampliando l’attività e cercava personale. Qui Nuccio completò la propria formazione professionale e pose le basi per un futuro da imprenditore. Nel 1982 era pronto per il decollo. L’opportunità arrivò quando l’amico Pietro Lucarelli, che aveva acquistato la licenza da un’attività di San Concordio, gli propose di entrare in società e aprire un nuovo locale. L’intraprendente Nuccio prese al volo l’opportunità che lo avrebbe trasformato in uno dei ristoratori più apprezzati della Lucchesia, dove sarebbe nato un club della Lucchese, di cui era acceso tifoso.

«Inizialmente – precisa – il locale si estendeva sul fronte strada del viale San Concordio poi, per esigenze di spazio, abbiamo approfittato del trasferimento di un negozio attiguo, per creare un ambiente interno che ci consente di mettere a tavola 130 persone». Clienti che Nuccio e Gabriella sperano di servire non appena l’emergenza sanitaria lo consentirà. Magari richiamando anche personale dipendente con cui hanno lavorato per anni e che ora è in cassa integrazione. Nel frattempo, come tutti i colleghi, si sono organizzati con l’asporto, sia per il bar che per il ristorante «prenotando al nuovo numero 0583 989050» fanno sapere i titolari che ieri sono arrivati a sera, forse un po’ stanchi, ma felici per avere rivisto tanti volti familiari.

«Ci siamo rimessi in gioco – concludono – pur sapendo che non sarà per tempi lunghi, ma lo abbiamo fatto per passione e per ricambiare l’affetto dei nostri clienti, in attesa che qualcuno, più giovane e forte, dia seguito al nostro bellissimo lavoro». —