La stazione in miniatura bella come ai vecchi tempi

È stata realizzata da Fulvio Tonello e farà parte di un enorme plastico

LIVORNO. C'è una sala d'aspetto completamente arredata, il chiosco dei giornali un tempo situato vicino all'ingresso ed anche la cabina telefonica della Teti (divenuta Sip nel 1964 e quindi Telecom): non manca proprio niente nella stazione centrale di Livorno riprodotta, come era nei primi anni Sessanta, da Fulvio Tonello in scala 1:87, ovvero la cosiddetta “H0”, quella più comunemente adottata nel modellismo ferroviario, un hobby che alcuni di noi hanno iniziato da piccoli per gioco con il primo trenino regalato per il compleanno o per Natale, poi magari abbandonato per qualche tempo ed in seguito ripreso in età più avanzata costruendo plastici e diorami. In certi casi è stato perciò necessario riscoprire una manualità risalente addirittura alle scuole medie quando un tempo esisteva l'insegnamento di applicazioni tecniche, mentre, forse qualcuno ricorderà, nel 1963 la Rai mandava in onda sull'unico canale televisivo una rubrica pomeridiana per ragazzi (intitolata “E' in arrivo sul primo binario”) dedicata al fermodellismo e curata dal famoso baritono Gino Bechi, grande appassionato di trenini elettrici.

Così è stato anche per Fulvio Tonello, di professione veterinario specializzato in legislazione sanitaria degli alimenti: “Avevo sette anni – ricorda – quando mio padre, che di mestiere faceva il marittimo, tornando da un viaggio mi regalò un bel trenino Marklin. All'epoca abitavo a Milano e mi incantavo davanti alle vetrine di alcuni grandi negozi del centro che traboccavano di modellini di auto ed appunto di trenini, un vero spettacolo”.

In realtà la passione per il fermodellismo ha avuto un andamento altalenante: “L'ho ripreso negli ultimi anni del liceo – spiega - e di nuovo accantonato durante gli studi universitari e poi per motivi di lavoro”.

La sua riscoperta risale infatti a pochi anni fa quando parlando con un amico è nuovamente riaffiorata quella passione per i trenini rimasta a lungo sotto traccia.

E' così riemersa anche quella manualità acquisita ai tempi delle medie lavorando il compensato con archetto da traforo, carta vetrata e colla, mentre è stato necessario aggiornare la parte tecnologica che ultimamente ha visto il prepotente ingresso dell'elettronica nella conduzione dei convogli ferroviari in miniatura mediante sistemi digitalizzati.

Cinque anni fa scatta quindi l'idea di ricostruire in miniatura la stazione centrale di Livorno inaugurata in pompa magna nel lontano 1910 alla presenza del re Vittorio Emanuele III: all'interno del complesso esisteva anche la Sala Reale utilizzata quando il sovrano si recava col suo treno personale da Roma alla Tenuta di San Rossore, a Pisa, mentre un piccolo edificio esterno (lato Nord) costituiva il cosiddetto “Padiglione degli emigranti”, poi utilizzato come camera di sicurezza per i detenuti in transito e nel 1931 come posto di guardia dei Carabinieri.

I piani originali della stazione centrale non si trovano, ma Tonello non si scoraggia: “Mi sono procurato un mare di foto d'epoca ed attuali, alcune addirittura riprese dall'elicottero, ed ho eseguito dei rilievi con un misuratore laser”.

Poco alla volta ha così preso forma la stazione impiegando compensato, cartoncino, plexiglas ed ottone, oltre a gomma siliconica e resina per realizzare i mascheroni delle grondaie oppure altri elementi decorativi di ridotte dimensioni da riprodurre in serie.

La stazione di Livorno in miniatura non è però solo un piccolo gioiello realizzato per passione, un’opera fine a se stessa o al massimo destinata a qualche mostra di circoli specialistici.

Diventerà infatti parte integrante dell'enorme plastico (è previsto uno sviluppo complessivo di oltre quindici metri) che riprodurrà la linea ferroviaria lungo il litorale labronico sino a Quercianella: un'opera che sta curando il neonato Gruppo Fermodellistico Livornese (di cui fa parte anche Tonello), un tempo attivo presso il Dopolavoro Ferrovieri, poi disgregatosi e ricostituito nell'agosto scorso riprendendo appunto l'attuazione del progetto per un grande plastico sociale risalente a diversi anni fa: il Gruppo Fermodellistico Livornese è presente sul sito www.gflivorno.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA