Marta, figlia e sorella d’arte «Gioco da quando ho 6 anni e porterò la Pielle in alto»

LIVORNO. «Le prima scarpette da basket le ho messe a 6 anni e da lì non le ho più abbandonate. Per Marta Castiglione il parquet è famiglia! Figlia di coach Luca e di mamma Federica Sonetti - pivot di qualità negli anni novanta –, sorella e compagna di squadra di Viola , la cestista labronica, classe 2002, è uno delle più giovani punti di forza della Pielle Unicusano, in serie B femminile.

La prima domanda nasce spontanea. Giocare con il babbo allenatore e la sorella nella stessa formazione è così strano?


«Ma strano non direi e non è la prima volta. Ho iniziato a giocare a basket nella Bieffe e dopo di chè sono passata alla Pielle. Babbo mi ha allenato due anni nelle giovanili e gli ultimi due anni di B con la Pielle, mentre con Viola abbiamo fatto insieme quattro stagioni tra giovanili e prima squadra. Babbo in campo fa l’allenatore e noi le giocatrici, parlo a nome anche di Viola. Non ci ha mai regalato niente come giusto che sia, anzi qualche volta per evitare ci siamo sempre dovute sudare qualcosa in più qualche minuti in più. Però lui è sicuramente oggettivo. E poi a casa fa il padre».

Lo stop vi ha un po’ inguaiate?

«Sicuramente allenarsi in poche, sia per il Covid (ancora un caso di positività tra le biancoazzurre) che per gli infortuni (che hanno interessato sia Sara Giari che Martina Toti ma che dovrebbero anche questi essere in via di risoluzione), non è mai facile, serve tanta voglia e tanta motivazione che per fortuna non ci manca. Anche perché la voglia di noi e tra noi giovani è tanta, e per fortuna anche le senior ci stanno una grande mano».

Che aria di respira negli spogliatoi?

«C’è un buon clima. Io sono arrivata che ero bambina, a 17 anni e ora ne ho quasi 20, e posso assicurare che anche con le più grandi c’è un sano e divertente “nonnismo”. E poi sono veramente tutte super, non potevo sperare in meglio».

Marta fuori dal campo cosa fa?

«La mia vita è quella di una ragazza ventenne. Studio all’università Scienze della comunicazione, ma il mio obiettivo è quello di entrare a Fisioterapia, ho provato quest’anno ma non ci sono rientrata come numero e ci riproverò a settembre. Per il resto esco con gli amici ma soprattutto vivo da sempre di pallacanestro e, almeno per adesso, continuo a farlo con grande entusiasmo». Nel frattempo la società livornese è in dubbio sulla ripresa del campionato per sabato, in quanto a parte il caso in casa propria, pare che nella squadra avversaria, Perugia, dove appunto le triglie avrebbero dovuto andare, ci siano alcuni casi di positività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA