Torromino: «Ho battuto il Covid mi riprendo il Livorno»

Giuseppe Torromino, 33 anni, 9 partite e 5 gol nel primo scorcio di campionato in maglia amaranto

L'attaccante è tornato al campo. «Con Luci e Russo siamo fortissimi»

LIVORNO. Prima l’infortunio a metà del girone di andata e poi la ricaduta muscolare nella gara interna contro la Colligiana non hanno permesso a Giuseppe Torromino di dare continuità alle maiuscole prestazioni messe in campo quando gli infortuni lo hanno lasciato in pace. E questi acciacchi, insieme a quelli di Bellazzini, oltre alla squalifica di Vantaggiato, hanno messo spesso in difficoltà Francesco Buglio che però è riuscito a cambiare pelle al suo Livorno, nonostante l’assenza dei “big”.

Adesso però il numero sette amaranto è pronto a tornare, nonostante la chiusura del 2021 sia stata ancora una volta problematica. «Stavo tornando dall’infortunio – spiega l’attaccante - ma nei giorni di Natale sono risultato positivo al Covid e questo ha rallentato il percorso di rientro».


Com’è stato questo periodo?

«Sono stati giorni molto pesanti. Abbiamo passato tutte le feste chiusi in casa con la mia famiglia e ci siamo persi quella che è la normalità. Per questo quando sono tornato al campo è stato un momento significativo. A volte diamo per scontata la nostra vita, ma tornare alla quotidianità dopo un mese è stato particolare».

E dal punto di vista fisico come va?

«Stamani (ieri, ndr) sono tornato ad allenarmi al campo. Lavoro ancora a parte perché l’infortunio dal punto di vista clinico è guarito ma, visto anche il lungo periodo di stop avuto, c’è bisogno di elasticizzare di nuovo il muscolo al meglio per evitare problemi futuri».

Sensazioni?

«Buone, direi che ormai siamo in discesa».

Il gruppo come lo ha visto?

«Tra positivi e quarantene per contatti stretti non siamo ancora al completo, molti devono ancora rientrare. Da una parte lo stop dei campionati ci aiuta e non poco, sperando poi alla ripartenza di riuscire ad essere al completo».

Però che fatica allenarsi senza mai giocare.

«È la cosa più difficile in un assoluto di questo periodo. Serve mantenere la concentrazione alta, ma devo ammettere che non è facile perché un conto è lavorare ogni giorno con l’obiettivo della domenica, mentre adesso manca lo stimolo a breve termine diciamo. Dovremo essere bravi a rimanere sul pezzo».

In tutto questo sono arrivati Luci e Russo, due super colpi.

«È l’ennesima conferma che la società è ambiziosa ed anche nel mercato invernale ha fatto sforzi importanti portando a casa due giocatori di livello assoluto. Così facendo ha reso fortissima una squadra che era già forte di suo».

Non c’è il rischio di avere ora troppa pressione da super favoriti?

«È giusto che sia così ed era da mettere in conto. Ma non tanto per i favori del pronostico, quanto per l’ambiente. Quando uno viene in una piazza calda come Livorno, sa che la pressione fa parte del gioco, figuriamoci in Eccellenza. Saperla gestire è il minimo».

Adesso sembra davvero una rosa quasi da squadra professionistica.

«L’ho notato anch’io. Questo dimostra come la società voglia costruire una base forte anche per il futuro e per me che ho fatto questa scelta in estate è una consapevolezza in più di aver scelto bene. L’obiettivo è riportare il Livorno nel professionismo e per farlo servono giocatori di qualità».

Lì davanti ci sarà una grande concorrenza: siete in tanti e tutti bravi.

«Come detto, se vuoi ambire in alto c’è bisogno di tante scelte a disposizione del mister e tutte di valore. Anche questo è un aspetto che quando uno viene a Livorno deve mettere in conto».

Un Livorno che nelle ultime partite si è dimostrato più operaio, servirà più sacrificio?

«Nelle ultime partite la squadra è stata bravissima ad adeguarsi alle assenze che aveva, facendo di necessità virtù e portando a casa punti fondamentali. All’inizio subivamo qualche gol di troppo, ma in generale credo che ci si possa permettere di pensare ad un gioco d’attacco, ovviamente con i dovuti equilibri».

Un’ultima cosa. Guardando anche sui social sembra si sia ambientato alla perfezione in città.

«Assolutamente. Ho tutta la mia famiglia qui. I miei figli si trovano benissimo a scuola e in tutte le attività che fanno, così come mia moglie. E poi noi siamo gente di mare, come potevamo stare male qui?».