Bentornato Amma il totem con la testa del play: «Vedrete un’altra Libertas»

Dopo 55 giorni il pivot è pronto a rientrare: «Il derby? Rinvio opportuno, anche per tutelare la Pielle e i tifosi»

Fabrizio Pucci

LIVORNO. L’ultima volta di Marco Ammannato sul parquet risale al tempo delle castagne: 30 ottobre 2021, vittoria della Libertas su Enic Firenze.


Quest’anno ha giocato 5 partite su 13, eppure quanto a media punti (13) è ancora il miglior realizzatore amaranto e con le sue 7,4 carambole a partite, nei rimbalzi è secondo solo al sorprendente Casella. Un prodotto interno lordo che chiarisce – se mai ce ne fosse bisogno – quanto pesi ‘Amma’ nell’economia libertassina.

Ora, 76 giorni dopo l’ultima partita il totem di Bagno a Ripoli è pronto a rientrare: «Finalmente sto bene – dice – perché in questi mesi ho fatto tutto ciò che dovevo fare per liberarmi del fastidio al tendine d’Achille. Poi però ho preso il Covid e questo ha rallentato il mio recupero. Il 27 dicembre dovevo ricominciare e invece mi sono fermato di nuovo. Adesso però ho superato la visita di idoneità post-virus e sebbene sia stato completamente fermo per due mesi i miei valori sono ottimi. Questo risultato è stato possibile grazie al preparatore della Libertas Rizzacasa e al mio massaggiatore Piacquadio. Mi hanno rimesso in piedi e in questi giorni mi sto allenando con la squadra».

Quindi è pronto per tornare in trincea?

«Devo ritrovare confidenza con i contatti, ma questo non mi spaventa. Non avrò 40’ nelle gambe, ma a Varese avrei giocato. Ho moltissima voglia di tornare in campo e di cominciare un nuovo campionato sul piano personale e di squadra».

Anche perché la Libertas deve uscire dal limbo della classifica, non crede?

«Sì, dobbiamo tornare in alto perché siamo attardati. Non voglio a tutti i costi pensare al passato, ma l’anno scorso abbiamo dimostrato di essere una squadra di valore. In questa stagione, invece siamo stati sfortunati perché abbiamo accusato tre o quattro infortuni di lunga durata di giocatori del quintetto. Chi è subentrato si è fatto valere, ma qualche sconfitta purtroppo è arrivata. Prendiamo la nostra ultima uscita, quella di Vigevano: abbiamo dimostrato di non mollare mai seppur decimati. È comunque inutile piangerci addosso: dobbiamo lavorare duro anche perché non abbiamo mai perso la fiducia in noi stessi».

Vista da fuori come valuta la sua squadra?

«Quando non si gioca si possono apprezzare molti dettagli. A volte ci è mancato entusiasmo, ma quanto si perde succede che ci si chiuda in noi stessi e che si parli faccia a faccia nel chiuso dello spogliatoio per ripartire. Al completo saremo un’altra Libertas. Faremo il possibile per ottenere il miglior piazzamento nella griglia play off anche se quello conta relativamente perché nella mia carriera ho visto promozioni di squadra arrivate seste o ottave nella stagione regolare».

Il Covid ha portato al rinvio del derby. Che ne pensa?

«Il Covid è una brutta bestia. La Asl ci ha fermato a ragion veduta. Il giorno stesso e in quelli successivi abbiamo accertato altre positività nel gruppo. Se avessimo giocato avremmo danneggiato la Pielle e il pubblico. Sarebbe stato un disastro. Aspettavo questa sfida perché a Livorno torna dopo oltre 30 anni».

Coach Venucci di Firenze l’ha definita un playmaker. Che effetto le fa? Lei è un 5 e non un 1…

«È una definizione che mi piace molto. Il playmaker è il cervello della squadra. Non credo di essere un atleta esplosivo, ma di essere intelligente in campo. Amo passare la palla. Sono un altruista. Ho imparato a giocare così ai tempi delle giovanili nella Mens Sana. Campioni del calibro di Stonerook e Kaukenas mi hanno insegnato molte cose».

Studia da allenatore: quindi pensa già al futuro?

«Voglio giocare il più possibile. Molto dipende dagli infortuni. Per ora non ne ho avuti di gravissimi. Faccio gli scongiuri».

Ammannato e Livorno. C’è feeling?

«L’anno scorso abitavo a Tirrenia. Tutto andava bene e vincevamo sempre. Era fantastico. Adesso abito in città e vivo di più il centro. Mi trovo benissimo. I livornesi sono super. Mi capita di incrociare i tifosi della Pielle: due sfottò un sorriso e una stretta di mano. Qui sto proprio bene e ho intenzione di rimanerci».

Ammannato, due parole per i tifosi della Libertas?

«Sono tornato! Abbiate fiducia: noi sputeremo sempre sangue in campo. E speriamo di rivederli al palasport nonostante le restrizioni. Ah: e il derby lo giocheremo e il 3 febbraio lo vinceremo».

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