Il ritorno di Pederzini: «A Livorno ho trovato la mia Bologna a parte gli impianti...»

L’ala PL al rientro dall’infortunio: «Orgoglioso di essere qui. Montecatini per me è un campo speciale, ho festeggiato l’A2»

LIVORNO. Riccardo Pederzini è un leone in gabbia. Non vede l’ora di tornare in campo e oggi quel momento non è così lontano: il numero 13 a disposizione di coach Andrea Da Prato, vittima lo scorso 31 ottobre di uno strappo alla fascia plantare del piede sinistro, ha ultimato il ciclo di cure fisioterapiche e già da una decina di giorni ha ripreso a correre, lavorando a parte – anche fuori dall’orario d’allenamento – con l’assistente, Michele Belletti; sicuramente un valore aggiunto per la Pielle, in vista di un girone di ritorno da vivere con entusiasmo e voglia di rivalsa.

Riccardo, innanzitutto le sue condizioni.


«Sto molto meglio, grazie! Il mese e mezzo di fisioterapia è filato liscio e da circa due settimane sono tornato in palestra, aumentando pian piano i carichi. Per ora mi limito a svolgere il riscaldamento e le parti di allenamento senza contatti, ma già martedì prossimo dovrei fare un altro passettino in avanti».

Quanto è difficile per un leader star fuori e non poter combattere insieme ai propri compagni?

«Un infortunio così lungo, per fortuna, non mi era mai capitato. E quindi non avevo neppure mai provato la sensazione di dover stare così tante domeniche a bordo campo, senza scaricare l’adrenalina sul parquet. Avrei voluto spaccare il mondo e dare il mio contributo…».

E da fuori come ha visto la squadra?

«L’aggettivo che voglio spendere è compatta, anche nei momenti di difficoltà; rispetto a inizio anno siamo cresciuti moltissimo per quel che riguarda l’approccio alle partite. E anche le gerarchie si stanno definendo, oltre naturalmente alla voglia di lottare e allo spirito di sacrificio. Sono davvero orgoglioso di ciò che hanno fatto i ragazzi e di far parte di questa squadra».

Il cammino della Pielle è stato fin qua soggetto anche a un po’ di sfortuna: la vittoria esterna di Firenze potrebbe rappresentare una svolta?

«Penso di sì, anche se ormai è trascorso un mese. Venivamo da un momento non semplice e abbiamo dimostrato di poter battere chiunque, visto che il Pino veniva da quattro vittorie consecutive e la scorsa domenica ha subito ripreso a marciare espugnando Borgomanero».

Cosa pensa di poter dare in più a questa squadra, adesso che è sulla via del rientro?

«Un po’ di esperienza e qualunque altro aspetto possa risultare utile per migliorare ancora. La società durante l’estate ha investito su di me e ora è giunto il momento di ripagarla a suon di canestri e sudore».

Secondo lei la Pielle, anche a fronte dell’innesto di Campori, può ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza?

«La classifica è corta e quindi è ancora tutto in ballo. Ribadisco ciò che ho detto in precedenza: abbiamo le carte in regola per giocarcela con chiunque e speriamo che, con il mio rientro, anche la fortuna ci sostenga».

Al di là del rinvio del derby, che idea si è fatto sull’attuale situazione sanitaria legata al mondo dello sport?

«Complicata e difficile per tutti, nessuno escluso. Il nostro è uno sport di contatto e da due anni a questa parte siamo abituati ai rinvii. Alcune volte si pensa di dover giocare e non giochiamo, altre si pensa di non dover giocare e poi giochiamo. Che sia giusto o sbagliato non sta a me dirlo, noi giocatori facciamo quello che ci chiedono di fare. Il mio augurio, comunque, è che con un po’ di buon senso si riesca ad andare avanti».

Da bolognese doc, pensa che Livorno abbia le fondamenta per tornare a essere una vera e propria basket city?

«Sotto molti aspetti Livorno è simile a Bologna: la rivalità fra due squadre, la passione per il basket. Qua magari c’è qualche problemino legato agli impianti, ma i presupposti per tornare in alto ci sono tutti».

Domenica è in programma la sfida contro Borgomanero: quanto è importante per la classifica e il morale?

«Fondamentale! Anche se giocheremo in campo neutro a Montecatini, che per me è un campo speciale dato che al Pala Terme ho conquistato la promozione in A2 con Piacenza. Dopo quasi un mese che non si gioca, i ragazzi dovranno scendere in campo concentrati e dare il massimo fin dalle battute iniziali».

Se la sente di fare un appello ai tifosi?

«Dico loro di starci vicino, come hanno sempre fatto sino ad oggi. Averli al nostro fianco è un valore aggiunto che non tutti hanno. E anche io scalpito per tornare a combattere per la squadra e per loro».

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