Cecina, oggi la decisione del giudice: ripetizione oppure 0-20 a tavolino

I dirigenti: sono stati i giocatori a non voler scendere in campo C’era troppa gente sul parquet che non era stato sanificato

CECINA. La decisione del giudice sportivo sul mancato svolgimento del match tra Legnano e Cecina arriverà oggi. E sapremo, come ha proposto la Sintecnica, la gara dovà essere giocata oppure sarà deciso il 20-0 a tavolino per la formazione lombarda. Resta il fatto che le polemiche e le prese di posizione non si fermano. La dirigenza cecinese ha chiarito ancora una volta, punto per punto, cosa è accaduto domenica pomeriggio, in quei minuti concitati.

«Nella mattinata – spiegano i dirigenti – siamo partiti in pullman da Cecina alle 8,30 e all’arrivo abbiamo pranzato in un albergo a poche centinaia di metri dal palasport. Intorno alle ore 15:45 siamo venuti a sapere tramite una comunicazione informale tra un nostro atleta ed un atleta della società di Legnano che un loro giocatore era risultato positivo al test Covid sostenuto nella mattinata e che gli altri componenti del team squadra erano stati convocati urgentemente al palasport per essere sottoposti a tampone antigenico. Alle 16:30 arrivando al Palasport abbiamo verificato che era in corso una manifestazione con tutti i ragazzi del settore Giovanile in mezzo al campo. I nostri atleti a quel punto non si sono sentiti tutelati in quanto l’impianto, a causa della presenza di tutti i ragazzi all’interno del campo non poteva ritenersi sanificato come previsto dal regolamento. Inoltre dal video delle precedenti partite disputate al Palaborsani, visionate anche dai nostri atleti, era stata constatata l’esibizione, sia durante i Time Out che nell’intervallo di gara, di un corpo di ballo, tra l’altro non consentito dal regolamento, ma che poteva costituire un ulteriore probabilità di contagio. Di intesa con la Società ospitante abbiamo sottoposto all’attenzione degli arbitri la situazione che si era venuta a creare, gli arbitri hanno successivamente comunicato di aver interpellato chi di competenza ottenendo istruzione di dover comunque far disputare la gara. I nostri atleti informati delle comunicazioni arbitrali hanno comunque deciso di non disputare la partita».


Questo il racconto. La parola adesso al giudice sportivo.