Frati, bollicine e pancia piena. L’attaccante livornese decide la sfida col Tuttocuoio

L’esultanza di Matteo Frati e Andrea Ferretti a fine partita

Ora il Livorno ha continuità: è la quarta vittoria consecutiva in 15 giorni

SERAVEZZA. Sapete come si vincono i campionati? Con gli 1-0, soffrendo, lottando, uscendo dal campo stremati. E non tirate fuori la storia che il Livorno in Eccellenza dovrebbe prendere tutti a pallonate, perché allora vivete su Marte: questa è una squadra allestita in un quarto d’ora per colpa di chi da Genova e dal Piemonte ci ha spinti in Eccellenza, e in più stiamo giocando con mezza squadra fuori (big compresi).

Insomma, queste sono vittorie vere. Pesanti. E se diciamo che oggi il Livorno è davvero una “squadra di categoria”, beh, prendetelo come un gran complimento. Il doppio 1-0 di Ponsacco e di ieri contro il Tuttocuoio ci dice che oggi il Livorno sa cosa vuole e sa come ottenerlo. Un mese fa non era così. Buglio ha dato un volto e un’anima al Livorno, nonostante questa miriade di infortuni che sta falcidiando il nostro cammino.


FRATI GOL

L’ha vinta un livornese, uno di quelli che sa tutti i cori della Curva Nord a memoria, uno di quelli che darebbe 10 litri di sangue per esultare come fatto ieri. Il gol decisivo è arrivato al 7’ della ripresa, un tap-in di rapina che ha scassinato la cassaforte del Tuttocuoio. Perché comunque la partita l’ha sempre fatta il Livorno, magari senza creare occasioni da rete clamorose, ma con una possesso palla e una pressione costanti.

Un copione che neanche il gol ha stravolto se è vero che in tutta la partita Pulidori ha fatto soltanto una parata e su calcio di punizione. Mentre su azione, il Livorno non ha mai rischiato.

DIFESA INVENTATA

Eppure un po’ d’ansia c’era. Soprattutto quando Buglio, alla vigilia, ha perso per infortunio il centrale difensivo Ghinassi. A quel punto c’era da mettersi le mani nei capelli: Ghinassi fuori, Milianti infortunato, Palmiero non ancora pronto. E chi gioca in difesa?

Buglio ci ha visto lungo: ha scelto Giuliani, uno che ama pascolare sulla fascia, e l’ha piazzato accanto a Giampà. Il risultato è stato eccellente. Giuliani ha giocato una partita impeccabile, diligente, mai un pallone sbagliato, anticipi, uscite palla al piede. Roba da difensore di categoria superiore. Tutti i tentativi d’attacco del Tuttocuoio sono morti su di lui, su Giampà, e sulla coppia davanti alla difesa Apolloni-Gargiulo.

Anche qui Buglio ha indovinato tutto. Poteva avanzare Apolloni come sottopunta e mettere Gelsi accanto a Gargiulo, invece ha voluto confermare Apolloni-Gargiulo nella sala-motori, avanzando Gelsi e spostando Frati sottopunta. Scelte che si sono rivelate vincenti.

Ma al di là della tattica, è l’anima del Livorno che ha fatto la differenza. La voglia di lottare tutti insieme, di aiutarsi.

ASSENZE E CUORE

Oltretutto non si può fare una valutazione obiettiva del Livorno e del suo gioco, senza tener conto delle assenze. Ieri mancavano Vantaggiato, Torromino, Bellazzini, Milianti, Ghinassi e Pecchia, oltre a Palmiero che ha giocato una manciata di secondi dopo un lunghissimo stop. Mancavano insomma almeno sei titolari. Capite? Sei titolari. Tra cui tutti quelli che sono stati presi in Eccellenza per fare la differenza come singoli, ovvero Vantaggiato, Torromino e Bellazzini.

Eppure il Livorno si è conquistato la quarta vittoria consecutiva, 12 punti strappati nel giro di 15 giorni. Non solo: ma è la seconda partita consecutiva senza subire gol, nelle ultime quattro solo una volta Pulidori ha piegato la schiena.

Lo ripetiamo. Oggi il Livorno sembra davvero una squadra di categoria. Che sa cosa vuole. E lotta per ottenerlo. Il gruppo e lo spirito si è visto i nuovo anche a fine partita, coi giocatori rimasti quasi 10 minuti sotto il settore dei tifosi livornesi, abbarbicati alla rete, saltellando a fare cori, abbracciati tra loro.

Sta nascendo qualcosa di importante e bello. Dentro e fuori dal campo. Coltiviamolo tutti insieme.

© RIPRODUZIONE RISERVATA