Il Livorno rimonta e scappa. Ma si ferma ancora Torromino

La gioia di Ferretti e Torromino, entrambi a segno dal dischetto

Stesa la Colligiana, in vetta le altre pareggiano ed è di nuovo fuga. L'attaccante verso un mese di stop

Tutto perfetto (vittoria e primo posto) o quasi (solito svantaggio iniziale). Se non fosse che l’ennesimo infortunio mette una punta di acidità sul menù del giorno. A fermarsi è di nuovo Torromino

VITTORIA E FUGA

Numeri alla mano, meglio di così non poteva andare. Abbiamo battuto la Colligiana con pieno merito e anzi il 3-1 poteva essere pure più largo, e questa vittoria ci permette di tornare al primo posto da soli visto che la Cuoiopelli è stata fermata sul 4-4 dal Tuttocuoio, mentre il Perignano (dopo aver fallito il sorpasso) adesso è finito addirittura a meno 7. Insomma abbiamo rimesso le cose al loro posto.

TORROMINO KO

Purtroppo l’amaranto del Livorno si sta trasformando nel biancorosso della Croce Rossa. Torromino era sceso in campo dopo una settimana non facile, ma sul finire di primo tempo ha avuto un riacutizzarsi del problema muscolare. E ha chiesto il cambio. Tra oggi e domani verranno svolti degli esami clinici ma la sensazione è che si tratti di uno stiramento. Il che vorrebbe dire un mese di stop.

Insomma, si va a anno nuovo. Quando il Livorno riavrà a questo punto Torromino, Vantaggiato e Bellazzini. Ma fino ad allora, ci sarà da stringere i denti. E tanto.

SEMPRE L’HANDICAP

Uno dei marchi di fabbrica delle grandi squadre è di entrare e campo e far capire: "qui comandiamo noi". Il Livorno non sa farlo. Anzi, spesso entra in campo senza la "ghigna" che ci vuole in queste categorie. Non è una sensazione ma ci sono dati a dimostrarlo: il Livorno si è già ritrovato a partire in svantaggio con Picchi, Certaldo, Cuoiopelli, San Miniato, Perignano e ora Colligiana. Sono 6 partite su 11 totali, oltre il 50% delle volte ci siamo insomma trovati costretti a rincorrere. Tra l’altro l’ansia da rincorsa ti porta a giocare peggio e a gasare gli avversari, a trovare sempre meno spazi: si entra insomma in un circolo vizioso che va evitato.

LE COSE BUONE

Ma nella partita ci sono state davvero tante cose buone. Molte più dei difetti. Ad esempio la reazione, l’impatto nel secondo tempo, la capacità negli ultimi 25 minuti di non rischiare nulla nonostante fossimo rimasti in 10 contro 11 per l’espulsione (banale) di Pecchia. Ecco, questo terzo punto è il più importante: in altre partite siamo stati costretti a un finale in sofferenza, arretrando, perdendo certezze. Stavolta, nonostante l’inferiorità numerica, il Livorno ha gestito la partita alla perfezione.

IL REGALINO

Dicevamo del regalino iniziale. Pronti via e siamo già sotto, senza neanche aver capito come e perché. Anzi il come lo sappiamo, per colpa di una difesa troppo leggera di Franzoni e Giampà su una situazione che andava gestita meglio. Fatto sta che al 13’ c’è già da rincorrere. E meno male che poco prima della mezzora Napoli, tutto solo davanti a una porta quasi spalancata, fallisce in modo clamoroso lo 0-2.

SCHIAFFO E REAZIONE

Ecco questo schiaffo rianima il Livorno. Che da questo punto prende la partita in pugno e non la molla più. Ora sì, da squadra superiore. Il pari arriva dopo una grandissima apertura di Apolloni per Ferretti, assist a Torromino messo già in area: rigore netto e dal dischetto Ferretti non sbaglia. La pressione resta forte, Nunzi calcia a botta sicura e solo un netto fallo di mano evita il gol ma non il rigore: stavolta dagli 11 metri va Torromino che firma il 2-1 poco prima di uscire per infortunio.

FRATI LA CHIUDE

Il Livorno è tosto, davanti alla difesa Gargiulo e soprattutto Apolloni prendono il centrocampo in mano, davanti Frati entra bene in partita. Ed è proprio lui a firmare il 3-1 dopo un assist perfetto di Apolloni.

Tutto fila liscio, Pecchia colpisce una traversa ma poi proprio lui rischia di combinarla grossa: protesta per un rigore, prende il giallo, continua a protestare e prende il rosso. Ingenuità colossale. Ma in 10 contro 11 stavolta il Livorno controlla con autorità, Da squadra vera. Da capolista. Solitaria.

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