È tornato a ruggire il Livorno: travolto il giovane Piombino

L’abbraccio a distanza tra la squadra e i tifosi a fine partita

Sei gol e partita già chiusa dopo mezzora. Dopo le recenti delusioni la squadra amaranto si è così riscattata

PIOMBINO. Da padroni. Da Livorno. Finalmente. In quello che un tempo era il regno delle acciaierie, il Livorno fonde l’avversario e rialza la testa, chiudendo nell’armadio qualche fantasma di troppo. Sarà felice anche Buglio, rimasto a casa con la febbre ma di sicuro rianimato nel morale da questa bella vittoria.

Lo 0-6 finale è enorme nella forma e inevitabile nella sostanza proprio perché il Livorno ha finalmente giocato da capolista, da squadra che vuole azzannare il campionato. In questo, inutile negarlo, è stata aiutato anche da un Piombino apparso davvero fragile, sceso in campo addirittura con sette "quote" ovvero giocatori nati dal 2001 in poi.

Ma resta la partita gagliarda, resta la tripletta di Ferretti, la doppietta di Apolloni, la porta inviolata di Pulidori, resta il fatto che alla fine del primo tempo (0-3) tutti avevano già la certezza che la partita era chiusa. E resta l’immagine di quei 500 tifosi arrivati da Livorno che finalmente si sono regalati una domenica di goduria.

ALTRA CATEGORIA

Forse per la prima volta il Livorno ha dimostrato di essere di un’altra categoria rispetto all’avversario di fronte. Certo, come detto i limiti del giovane Piombino hanno contribuito non poco, ma è anche vero che sino a oggi avevamo trovato difficoltà pure con squadre di non altissimo livello. Per cui ben venga questa sensazione di netta superiorità che forse avevamo assaporato solo nel primo tempo di Castelfiorentino, al debutto. Se il Livorno ha bisogno di crescere come personalità, come sicurezza nei propri mezzi, come certezze, beh queste vittorie aiutano e nemmeno poco.

APOLLONI BASSO

Tatticamente cosa ha detto questa partita? In un contesto nel qualegiocare palla a terra era complesso viste le condizioni del campo, il 4-2-3-1 ha funzionato ed è piaciuto molto Apolloni nella posizione di mediano davanti alla difesa. Anche perché il piccolo Caniggia tende ad andare alla caccia del pallone con un pressing alto, e questa pressione ha portato spesso a recuperare palla già alla trequarti.

Magari ci sarà da verificare se questo atteggiamento può andar bene con squadre più brave ad uscire palla al piede e ripartire.

PORTA CHIUSA

Finalmente siamo anche tornati a non subire gol. Non succedeva dalla prima giornata. Troppo. Perché la storia del calcio insegna che i campionati si vincono quando ai portieri non viene il mal di schiena a raccattare i palloni. Nelle ultime tre partite, tra campionato e Coppa, avevamo incassato 8 reti. Uno sproposito. Ecco, bisogna ripartire da qui, dallo zero nella casella dei gol subiti.

"FERRO" E FUOCO

È stata anche la grande domenica di Andrea Ferretti. Tre gol e il pallone portato a casa. Nel Livorno che sognava con Vantaggiato, con Torromino e con Bellazzini, abbiamo trovato invece le nostre certezze in questo "ragazzino" che a 36 anni ha scoperto il gusto di segnare e far venir giù la tribuna.

A volte viene da ripensare a certi attaccanti che ci hanno presentato in serie B, tipo Simovic, Braken, Bueno. Ma siamo sicuri che fossero meglio di lui?

SENSO UNICO

La partita in pratica non è mai esistita. Bravo il Livorno - dopo le recenti delusioni - a far capire subito che aria tirava, chiudendo il Piombino in un recinto sempre più piccolo, sempre più stretto. In pratica per almeno mezzora, l’unica cosa che è stato consentito ai nerazzurri è stato di rinviare il pallone. Scena da film di Fantozzi dopo 2 minuti, quando un destro di Torromino si sta infilando in rete ma a 10 cm dalla linea di porta, una zolla gigante sposta il pallone. Ma è solo questione di tempo e tra il 17’ e il 24’ il Livorno ne fa tre: apre Ferretti sfruttando uno svarione della difesa, raddoppia Apolloni con tiro da limite, e fa tris Torromino da dischetto dopo un rigore per atterramento di Nunzi.

La partita in pratica finisce qui. Gli altri gol nella ripresa. Ferretti colpisce su assist di Torromino dopo un quarto d’ora, il 5-0 è ancora di Ferretti che sfrutta un’indecisione del portiere, poi il 6-0 che chiude i conti la firma Apolloni con un pallonetto. Basta e avanza.

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