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Livorno choc, Buglio rischia: spuntano i primi nomi in caso di esonero

Per Francesco Buglio è il momento più difficile della sua avventura a Livorno

Secondo tempo da brividi e arriva un tonfo clamoroso col San Miniato Basso

LIVORNO. Alla prima ci passi sopra. Alla seconda dici “vabbè, tutto sommato siamo sempre primi”. Alla terza ti preoccupi e il tuo ottimismo inizia a scemare. Alla quarta sei sicuro: questo Livorno non va da nessuna parte. Che sia colpa di una squadra non costruita benissimo o di Buglio che dopo otto giornate non ha ancora dato un gioco, non spetta a noi dirlo: anche se la sensazione è che ci sia una buona dose di entrambe le cose.

La sconfitta contro il San Miniato, ultimo in classifica, è onestamente umiliante. E non veniteci a raccontare che mancava Vantaggiato o che Torromino non era al meglio: nel Livorno ci sono quasi tutti giocatori che vengono dalla serie D. “Fuori i coglioni, tirate fuori i coglioni” ha urlato la Curva Nord alla fine, quando la squadra è andata comunque a prendersi i fischi e i cori contro. Questa è stata la peggior sconfitta della peggior partita, perché alla fine il San Miniato non ha rubato niente. Anzi.


BUGLIO RISCHIA

Chiedersi se Buglio rischia, è lecito, anche perché il tecnico sapeva benissimo che venire a Livorno voleva dire prendersi onori e oneri. Nessuno gli ha puntato i fucili contro dopo qualche partita che lasciava perplessi, ma le ultime due prestazioni sono state imbarazzanti. Nel risultato, nella personalità, nel gioco.

A fine partita ieri c’è stato un summit al quale hanno partecipato il presidente Toccafondi, il dirigente Tagliagambe e Igor Protti. Venti minuti chiusi in una stanza, cercando di fare un’analisi di questa partita ma soprattutto di questo momento che profuma un po’ di crisi. Toccafondi non ha voluto parlare ma è certo che Buglio rischia.

Le prossime ore saranno decisive, ma al massimo a Buglio verrà concessa un’altra chance domenica prossima contro il Piombino. Se invece la situazione dovesse precipitare già nelle prossime ore, i candidati alla panchina potrebbero essere due: Vincenzo Esposito (ex Prato) e Giancarlo Favarin (ex giocatore amaranto e tanti anni tra serie C e serie D).

IL TEMPO CHE NON C’E’

Fatica a essere squadra oggi il Livorno. Ha alcune fiammate, a volte prova a fare la partita, ma in generale non ha la mentalità vincente. Ieri ad esempio il primo tempo è stato discreto, ma alla resa dei conti l’unica occasione è stato un tiro su punizione. E nella ripresa, quando le squadre si sono allungate e la qualità del Livorno doveva uscire, siamo addirittura stati asfaltati. Mai riusciamo a giocare due tempi con la stessa intensità.

È evidente che c’è un grosso problema di personalità, è evidente che manca un gioco fluido, è evidente che qualche giocatore non è stato azzeccato. E non si può andare avanti così: se si individua in Buglio il problema allora va cambiato lui, se invece si individua il problema negli errori di personalità e di scelte di mercato allora bisogna intervenire in modo forte e deciso acquistando giocatori adeguati.

Il campionato di Eccellenza è corto, non aspetta nessuno. Noi abbiamo già gettato nel cassonetto la chance della Coppa Italia, adesso mercoledì il Livorno riposa e rischia di essere sorpassato da Perignano e raggiunto dal Tuttocuoio. Teniamo le antenne ben dritte perché non possiamo permetterci di restare ancora un anno in Eccellenza: lo devono capire i giocatori e anche la società.

Se vogliamo guardare poi l’altra faccia della medaglia, meglio che questi problemi saltino fuori adesso, quando ancora c’è tempo per rimediare. Fossero emersi solo a febbraio/marzo, magari illusi da una vittoria in più in queste settimane, sarebbe stato molto peggio.

RIPRESA DRAMMA

La partita? Primo tempo discreto, come detto. Con traversa di Gelsi su punizione. Poi nella ripresa il Livorno è scomparso. Due reti fotocopia di Chiaramonte sugli sviluppi di un corner (sui calci piazzati è sempre un disastro), un miracolo di Pulidori sempre su Chiaramonti, e un errore da mezzo metro a porta vuota sempre del numero 9 del Certaldo.

Il Livorno? Completamente non pervenuto. E oggi è il giorno delle riflessioni.

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