Paralimpici, tanti bisogni dietro le vittorie Il Lions dona una carrozzina speciale per la squadra di basket di serie B

LIVORNO. Dietro alle medaglie d’oro delle paralimpiadi di Tokyo che hanno emozionato tutta Italia c’è tanta fatica, grinta e passione. Ma non solo: per giocare c’è bisogno anche di mezzi, spesso molto costosi. Carrozzine, protesi, ausili…E non sempre tutti possono permetterseli. Spesso molti ragazzi con disabilità sono costretti a smettere di giocare, a livello agonistico ma anche semplicemente ludico, perché non hanno l’attrezzatura giusta. Si è parlato di questo e di diritto allo sport per le persone con disabilità alla serata organizzata dai Lions Club Livorno Host, ai Bagni Pancaldi. Madrina d’eccezione è stata l’atleta Giulia Aringhieri, trentaquattrenne livornese, che a Tokyo ha vestito la maglia azzurra nella disciplina paralimpica del sitting-volley. Presente anche Cristian Volpi, canoista livornese di 22 anni che, dopo aver perso gli arti inferiori per un grave incidente, ha deciso con grinta e determinazione di portare avanti la sua passione dandosi come primo obiettivo Parigi 2024. Tra i risultati principali della serata charity Leonardo Giorgi, presidente del Lions Club Livorno Host, ha annunciato la donazione di una carrozzina per giocare a basket alla squadra della onlus Toscana Disabili e Sport (TDS) , che lo scorso anno ha gareggiato in serie B nel campionato di basket in carrozzina. Presieduta da Maurizio Melis, l’associazione TDS è stata costituita ufficialmente solo nel 2016 ma nasce dalla lunga esperienza e impegno degli attuali dirigenti che, da anni, hanno lavorato alla costruzione di una rete di conoscenze cittadine, regionali e nazionali per avviare allo sport persone con svariati tipi di disabilità, offrendo loro la possibilità di praticare basket in carrozzina, nuoto, pallanuoto e sitting-volley sia a livello ludico-motorio che agonistico.