«Niente stadio dal 2014 Ora sento un’aria nuova e ho ritrovato entusiasmo»

livorno. Tra quelli che avevano giurato di non seguire più la società guidata da Aldo Spinelli c’era anche Mario Giaconi che domenica, però, all’esordio casalingo dell’US Livorno è finalmente tornato sui gradoni dell’Ardenza.

«Era dal 2014 praticamente che non venivo allo Stadio. Feci un’eccezione per il derby col Pisa in Serie C perché sapevamo che sarebbe potuto valere la promozione e per portarci mio figlio Andrea. Ovviamente la causa era la vecchia gestione di Spinelli e quest’estate è stata una liberazione vera e propria. Pensate che lo scorso Natale ho regalato una maglietta a mio figlio più piccolo, Mattia, con il logo dell’US Livorno. Mi sentivo che l’unica possibilità di rinascita sarebbe stata con il nostro vecchio marchio».


E Mario, livornese doc, ma che adesso abita in provincia non ci ha pensato due volte a sottoscrivere l’abbonamento. «Certo. Per alcune dinamiche familiari non ero neanche certo di poter venire tutte le partite, ma ho fatto immediatamente la tessera per dare il mio contributo ad una società che finalmente dimostra di avere a cuore la piazza labronica. E poi rivedere personaggio come Protti, Mazzoni e Vantaggiato è uno spettacolo».

Nella gara col Fucecchio, il presidente Toccafondi ha premiato alcune vecchie glorie amaranto. Un momento che non è passato inosservato. «È stato veramente un bellissimo gesto. Mi ha colpito. E’ importante dare valore e merito alla nostra storia per guardare al futuro. C’è un clima pazzesco intorno alla squadra. Ho rivisto in curva gente che non vedevo da dieci anni. E non vedo l’ora di essere alla prossima partita e di portare Mattia per la prima volta al Picchi».
A.L.

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