Grigliate, birra, risate: la prima trasferta del Livorno a Castelfiorentino diventa una festa

Un ritorno al passato, macchinate di amici e tante emozioni ritrovate. Alla fine il più felice è il barista dello stadio che ha venduto tutto... 

LIVORNO. «A che ora si parte?». Tornare in trasferta è un po’ come tornare a vivere. Soprattutto se i viaggi si trasformano in scampagnate con gli amici, nel segno dell’amaranto ma anche del ritrovato senso di appartenenza. A Castelfiorentino è stata una festa. Una festa per 500. Ma forse anche di più visto che fuori dallo stadio c’erano diversi senza il biglietto che in un modo o nell’altro sono entrati. E chissà quanti potevano essere se la disponibilità dei biglietti fosse stata più ampia.

Lo stadio mobile si è messo in viaggio a partire dalle 11 visto che molti avevano già previsto la sosta-pranzo dalle parti di Castelfiorentino. I più belli sono stati un gruppo di ragazzi che si sono accampati su un bel prato dietro allo stadio con tanto di griglia, salsicce, wurstel e birra. Quando la squadra è entrata in campo per il riscaldamento, la griglia era sempre accesa. Che fretta c’era?


Molti hanno scelto un ristorante in zona e alla fine ci sono stati affari d’oro un po’ per tutti. Sui social tante foto di brindisi, tra il rosso del vino e l’amaranto delle maglie.

Ma il vincitore della giornata è stato il barista dello stadio. Ha guadagnato più domenica che in 30 anni di onorata carriera. A un certo punto un gruppo di ragazzi livornesi si è avvicinato al bar: «Capo, come sei messo a birra?». E lui tutto fiero: «Tranquilli ragazzi, ho fatto rifornimento, ce n’è per tutti». Al 20’ del primo tempo era già in crisi: «O quanti siete? Maremma cane, qui fra poco finisce tutto...».

È andata bene invece al negozio di scarpe “Spinelli” in pieno centro, in via Matteotti. Restare chiuso ha evitato al proprietario di prendere più offese di quante scarpe aveva in negozio.

Quelli del club Magnozzi sono arrivati in pullman alle 14.15, con in prima fila Curzio Galatolo e la sorella Nemi (volto storico dell’ex Club femminile B52), mentre diversi ultrà sono arrivati in extremis con le macchine. La replica? Ora abbiamo tre partite in casa, poi il 31 ottobre si va a Perignano. E, biglietti permettendo, sarà di nuovo “stadio mobile”.



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