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La rinascita amaranto, Pinzani: «Vi racconto tutte le scelte del Livorno»

Il tecnico Francesco Buglio insieme al direttore sportivo Raffaele Pinzani

Il dsi spiega mercato, obiettivi e avversari: «Torromino e Vantaggiato? Spero di presentarli giovedì»

LIVORNO. La settimana che precede il primo impegno ufficiale del nuovo Livorno è intensa: amichevole domani sera a Cecina, presentazione della squadra alla città giovedì pomeriggio. Il direttore sportivo Raffaele Pinzani, idee chiare e trasparenti, scopre le carte dell’U.S. alla vigilia di questi giorni molti caldi.

Pinzani, partiamo dalla notizia che tutti i tifosi attendono: Torromino e Vantaggiato quando saranno ufficializzati?


«La situazione è ancora in stallo: i ragazzi devono avere l’ultimo incontro con la Ternana per chiudere il loro rapporto con i rossoverdi. È solo una questione burocratica. Con noi sono già d’accordo. Il nodo dovrebbe essere sciolto giovedì».

In tempo per la presentazione?

«È ciò che speriamo. Ma ancora più importante della presentazione è la partita di domenica per la Coppa Italia. Vorremmo tesserarli in tempo per schierarli domenica. Poi è chiaro che giocheremmo lo stesso anche senza di loro, ma saremmo felici di vederli con la nostra maglia al primo impegno ufficiale».

La Coppa Italia quindi interessa?

«Eccome. Chi la vince viene promosso in serie D. Per noi quella di domenica vale quanto una partita di campionato. Oltre ad essere la prima gara ufficiale, è anche una manifestazione che intendiamo onorare e non snobbare, proprio per le prospettive che può aprire».

Mazzoni quando sarà pronto?

«Diciamo che ha iniziato la fase due della sua preparazione. I progressi sono evidenti. A breve dovrebbe iniziare il processo di integrazione nel gruppo. Contiamo di averlo per l’inizio del campionato, nella consapevolezza che Luca non deve forzare perché proviene da una lunga inattività. Il ragazzo è anche molto scrupoloso per cui la sua preparazione non è “arrangiata”, ma molto precisa e studiata».

Mercato chiuso?

«Sì, salvo imprevisti che mi auguro non ci siamo mercato chiuso. A livello tecnico e numerico abbiamo costruito la squadra che volevamo».

In rosa ci sono solo tre centrali di difesa. Non rischiamo di essere corti?

«No, perché abbiamo un esterno come Palmiero che può fare anche il centrale per caratteristiche fisiche e tecniche. Il mercato è chiuso, ma è anche sempre aperto. Come Mister Buglio è vigile in campo, io lo sono fuori».

Le prime uscite hanno fatto intendere che Bellazzini è l’uomo chiave della squadra. Che ne pensa?

«So bene chi è Bellazzini altrimenti non lo avrei preso. Tuttavia non sarei così perentorio. Disponiamo di un gruppo di valore all’interno del quale Tommaso ricopre un ruolo molto importante. Al centro del progetto c’è lui, ma ci sono anche Milianti, Ferretti, Gargiulo e tutti quelli che daranno un contributo a questa squadra. Poi è chiaro che Bellazzini è particolarmente forte dal punto di vista tecnico e quindi dà nell’occhio, ma mi piace ragionare in termini di giocatore importante nel gruppo-squadra».

Oltre al Livorno quali sono e squadre ben attrezzate in questo torneo?

«Le squadra vanno viste in campo. Faccio una metafora. I giocatori sono gli ingredienti, la squadra è il piatto e anche il cuoco più bravo può sciuparlo. Per questo le nostre sono valutazioni sulla carta. Di certo il Perignano è una squadra che gioca insieme da tempo e che ha valori assoluti per la categoria. È forte anche il San Miniato che ha preso Petri, un giocatore straordinario che ho avuto due anni. Il Ponsacco davanti ha Coralli e Tavano. Ciccio l’anno scorso nel Prato ha segnato 14 gol in D a dispetto dell’età. Poi occhio alla Cuoiopelli che ha una punta come Falchini, che ha sempre fatto tanti gol. Infine dobbiamo conoscere Certaldo, Castelfiornetino, Colligiana».

Sta facendo molti nomi...

«Il campionato è molto più temibile di quanto di pensi anche se l’avversario più pericoloso siamo noi. Se entriamo nella modalità giusta, se crediamo nei nostri mezzi, se siamo umili e manteniamo i piedi per terra, allora faremo bene».

Siete “emotivamente” pronti per la presentazione?

«Sarà una cosa bella. Sapere dell’affetto della nostra gente rappresenta uno stimolo in più per fare bene. Ci saranno tante persone e questo ci riempie il cuore. Oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto una riunione organizzativa. Ripeto: sarà una cosa bella che rimarrà nella mente dei ragazzi e anche di noi adulti perché sebbene io abbia 48 anni, non è mai troppo tardi per ricevere attestati d’affetto e per emozionarsi».

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