Coach Da Prato dopo il ko a Faenza: «Brava Pielle, meriti gli elogi, ma io non voglio perdere...»

L’analisi dell'allenatore dell'Unicusano: «Siamo arrivati a un tiro da una qualificazione che sembrava impensabile». E sabato amichevole a La Spezia

LIVORNO. Fino a maggio giochi con Agliana e Montale e quattro mesi dopo ti ritrovi a un tiro dall'entrare nelle final eight di Supercoppa. Ce ne sarebbe da essere orgogliosi, anche perché il mercato della Pielle è stato intelligente ma non certo faraonico eppure il giorno dopo la sconfitta di Faenza Andrea Da Prato, se orgoglioso lo è, non vuole dirlo. «Abbiamo perso, punto, e di questo sono amareggiato. So che abbiamo fatto una buona partita e che il bicchiere è mezzo pieno, ma non si può e non si deve mai essere soddisfatti dopo una sconfitta».



Sconfitta dovuta, principalmente, a cosa?

«Un brutto approccio alla partita, specie dal punto di vista difensivo e i troppi rimbalzi offensivi concessi. Faenza ha fatto non meno di 10 punti da seconda opportunità, abbiamo perso di tre, fate un po' il conto».

Era già successo, sia l'una che l'altra cosa. Come se ne esce?

«Parlandone, prima di tutto. Guardandoci in faccia e dicendoci oh ragazzi, ci prendono troppi rimbalzi sotto il nostro tabellone oppure dobbiamo entrare subito in partita. Il miglior modo per eliminare i difetti è averne coscienza e parlarne».

Difesa dai due volti. Non bene fino al primo minuto dopo l'intervallo lungo, perfetta o quasi da quel momento in poi...

«All'inizio non siamo riusciti a prendere le misure a Vico, che ha segnato 10 dei primi loro 12 punti. Il piano partita non ha funzionato, almeno nel primo tempino. Poi molto meglio, sì».

Non è stata certo una partita da buttare, comunque. Cosa si porta dietro di buono?

«Il fatto che, bene o male, senza essere stati perfetti siamo arrivati a un tiro dalla vittoria e da una qualificazione fino che sembrava impensabile».

Coach, comunque la Libertas 1947 è una finalista dello scorso anno, Firenze e Faenza due squadre che in B ci stanno di casa. La Unicusano è una neopromossa eppure sono arrivate due vittorie, in doppia cifra, e una sconfitta risicata. E' difficile non essere soddisfatti...

«Ripeto, non si può essere soddisfatti dopo un ko. Lo sono, semmai, di altre cose».

Per esempio?

«Della saldezza mentale, del fatto che quando c'è da rimontare sappiamo farlo, tutti insieme, senza che nessuno voglia fare il salvatore della patria. È successo contro la Libertas, in parte minore contro Firenze e ben tre volte a Faenza. Vuol dire che la squadra è unita. Del fatto che le tre partite di Supercoppa hanno dimostrato che non saremo degli intrusi nel campionato di serie B».

Prossimo appuntamento sabato (Cecioni, 17,30) per l’ amichevole con La Spezia.

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