Livorno, Bellazzini accende sempre la luce: «Che carica giocare con questi tifosi»

Il trequartista è l’uomo in più di questo momento: «Ma un campionato si vince solo con un gruppo forte»

LIVORNO. La carta d’identità indica come luogo di nascita Pisa, primi calci nella Freccia Azzurra storico club di centro città, ma quest’estate al momento della scelta di dove andare a giocare non ha avuto dubbi: «Ho ricevuto diverse richieste anche da società di serie D, ma alla chiamata dei dirigenti amaranto ho risposto immediatamente di sì. Giocare in una piazza come quella di Livorno è molto stimolante per un giocatore». Tommaso Bellazzini, dietro la barba, fa partire un sorriso. «Come si fa a non vivere una grande emozione quando alla prima amichevole a Rosignano giochi davanti a una tifoseria che ci ha accolti in maniera calorosa e appassionata. Livorno non ha categoria, ho voglia di giocare, di far vedere la mia felicità nell’indossare questa maglia».

Tommaso, curriculum con 300 gettoni tra serie B (nella quale ha segnato 12 reti) e serie C è il classico centrocampista d’attacco che fa divertire, sognare con i suoi tocchi, la sua fantasia. Impiegato da Buglio in questi primi test da trequartista, qualità e tecnica con passaggi sempre calibrati e precisi al millimetro dietro le punte, la sua duttilità lo può portare anche a giocare come esterno offensivo e ad essere uno specialista dei “piazzati”: «Altolà, non mi esalti. Io sono solo uno che fa parte del gruppo. È logico che gran parte del gioco passi da me e da Gargiulo, i due vertici bassi e alti del rombo, e quindi facilmente da notare agli occhi del pubblico anche perché sono chiamato a trovare delle soluzioni, a sfornare assist e permettere gli attaccanti di battere a rete nel miglior modo possibile. Ma, ripeto, sono solo un componente. Mi piace mettermi al servizio della squadra quando il tecnico riterrà opportuno di farmi scendere in campo, di dare il mio contributo e di aiutare i giovani a crescere”.


Sono passati appena venti giorni dal via. Che idea si è fatto di questo Livorno?

«Troppo presto per dirlo. Ci dobbiamo ancore conoscere meglio. Sono convinto che la squadra abbia un enorme potenziale, non possiamo che migliorare sia a livello fisico che mentale. Saremo pronti per Coppa e campionato».

Lei la stagione scorsa è sceso tra i dilettanti sfiorando la promozione in C con l’Aglianese. Qual è l’ingrediente necessario per vincere il campionato.

«Equilibrio. E quando dico equilibrio il discorso vale per tutti, non solo per i giocatori e la società, ma anche per tutti i tifosi. Non dobbiamo finire nelle montagne russe: esaltazione quando tutto va bene e depressione nel momento in cui non dovesse filare liscio. E poi concentrazione, continuità di risultati e di rendimento».

Buglio dall’inizio dell’avventura sta battendo il tasto sul fatto che nulla è dovuto, dovete avere “fame”, dovete ricordarvi dove siete….

«Sì, è vero. Il mister batte parecchio su questi punti. La voglia di determinazione è importante in tutte le categorie. E credetemi ne ho tanta». D’altronde Tommaso la maglia nerazzurra non l’ha mai indossata.

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