Da Prato spinge la sua Pielle «A Faenza per staccare il pass alle finali di Lignano»

Il coach della unicusano non si accontenta delle due vittorie in Coppa: «Avanti tutta nessuno ci ha regalato gli ottavi di finale»

LIVORNO.LIVORNO. Ventiquattr’ore circa e la Unicusano Pielle salirà sul torpedone, direzione Faenza, per andare a cercare il sogno di un pomeriggio di fine estate e che il grande drammaturgo di Stratford perdoni la citazione un po’ sbilenca.Una cosa del tutto nuova, inattesa, che ha un po’ stravolto tutta la preparazione di avvicinamento al campionato, ma tremendamente bella, accattivante, perché nella partita contro la Reggisolaris c’è in palio il primo posto nel girone A di Supercoppa, equivalente a un pass per le final eight di Lignano Sabbiadoro, settimana prossima. Roba quasi incredibile per chi, ancora a maggio scorso giocava, con tutto il rispetto ci mancherebbe, contro Agliana e Castelfiorentino. Fra l’altro, e anche questo è un dato che conta, la matricola Pielle è l’unica delle sette sorelle toscane della B ad aver avuto accesso alla finale.

«Non ce lo aspettavamo - ammette coach Da Prato - ma nessuno ci ha regalato niente perché per arrivare qua abbiamo disputato due signore partite e a questo punto vogliamo giocarcela fino in fondo. Andare a Lignano sarebbe una cosa bellissima per noi, per la società, per gli sponsor, direi anche per la città perché è una vetrina importante con tanti occhi puntati addosso».

Coach, ha dovuto rivedere tutto il programma della preperazione...

«Sì, la cosa ha un po’ stravolto tutta la preparazione, ma sarei un falso se dicessi che mi dispiace. Giochiamo una partita fondamentale ogni tre giorni ed è un po’ diverso dal fare le amichevoli nelle quali azzeri il punteggio a ogni quarto. Ma chi può rifiutare un’occasione del genere?».

Che tipo di squadra è la Raggisolaris?

«Una squadra ostica, rognosa, che segna poco e fa segnare ancor meno. In due partite non hanno mai subìto più di 60 punti, giocano a ritmi lenti, cercando di spezzarti il gioco. Il loro uomo di riferimento è l’argentino Sebastian Vico, una specie di leggenda della serie B, quattro promozioni all’attivo, l’ultima l’anno scorso con Piacenza e la Libertas ne sa qualcosa. Ma un altro da prendere con le molle è il lungo Poggi, in due partite viaggia alla media di 14 rimbalzi e mezzo a gara, sarà un bruttissimo cliente per Lenti. Poi ci sono due piccoli di esperienza e talento, Ballabio e Reale, di solito i punti vengono da questi giocatori qui».

Sa che ci saranno anche i tifosi, nonostante i quasi 500 chilometri da fare fra andata e ritorno?

«Mi fa molto piacere, perché i tifosi sono una parte fondamentale del nostro essere. Nel campionato scorso ci hanno dovuto guardare come dal buco della serratura, assiepati fuori dalle vetrate del PalaMacchia. Ora possono starci vicino e è bello sentirli con noi. Uno stimolo in più per fare bene».

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