«Attento Livorno sei il più forte ma devi calarti subito in questa categoria»

Maneschi (9 promozioni nei dilettanti) fa le carte agli amaranto «Squadra super, per i suoi tifosi sarà un anno divertente»

Fabrizio Pucci

LIVORNO. Il suo eloquio è lento. Pacato il tono di voce. Illustra i concetti con la calma di chi la sa lunga senza far pesare la propria saggezza. Giovanni Maneschi da Cascina è un allenatore vincente. La sua carriera è punteggiata da successi: salite dalla Promozione all’Eccellenza e dall’Eccellenza alla serie D. Va da sé che sia un profondo conoscitore del campionato che il Livorno si appresta a disputare. Ha vinto nove campionati.


Maneschi, ci fidiamo di lei: il Livorno è davvero la favorita?

«Certo. Nettamente. Penso che sia difficile possa perdere il campionato. Nel suo girone ci sono altre buone squadre, ma il Livorno è superiore. Lo è per tecnica, blasone, pubblico. La società è forte, il budget importante. Ovvio che gli amaranto siano i favoriti anche se avranno più pressione degli altri».

A quali squadre si riferisce?

«Al San Miniato e al Fratres Perignano. Sono state costruite per provare a vincere. Per loro sarebbe stato meglio non avere il Livorno nel proprio girone».

Che cosa serve per vincere il campionato di Eccellenza?

«Le componenti che incidono sono tante. E queste componenti devono essere unite: società, staff, squadra, tifosi. Un gruppo di giocatori coeso alla fine garantisce sempre qualche punto in più. E poi il pubblico come quello che segue il Livorno si farà sentire».

Quali difficoltà può incontrare il Livorno?

«In caso di passo falso c’è da gestire (da squadra favorita) la pressione del pubblico, della società e degli addetti ai lavori».

Campionato a 13 squadre, appena 24 giornate. Cambia qualcosa?

«Sì. Il margine d’errore è ridotto. Per questo il Livorno deve subito calarsi nella mentalità del campionato. Gli amaranto hanno in squadra tantissimi giocatori di categoria superiore per cui difficilmente sbaglieranno, ma serve attenzione. Il calcio è strano: guardate la Juventus a in A: un punto in tre partite. Però il Livorno se si diverte e ‘ruzza’, vince».

Alleggerire la tensione, quindi aiuta…

«Guardi, io ho sempre mirato all’obiettivo, ma c’è modo e modo di centrarlo. È chiaro che quando le mie squadre perdono, sono il primo ad essere arrabbiato, però nei dilettanti serve anche un pizzico di spensieratezza. Cosa che ho sempre trasmesso ai miei giocatori e che anche il Livorno deve far sua: nel calcio bisogna vincere, ma anche sorridere. Poi è chiaro che a contare sono i risultati, al punto che capita di essere esonerati da secondi in classifica».

I tifosi amaranto che cosa devono aspettarsi?

«Il livello dell’Eccellenza è passabile. Ci sono anche begli impianti dove il Livorno farà pesare la propria tecnica. E poi devono aspettarsi di vincere. Di questa Eccellenza non amo molto la formula che trovo rivedibile. Le prime di ogni girone spareggiano e una di queste resterà fuori per cui non le sarà bastato vincere il proprio raggruppamento. Vediamo se qualcosa cambierà in corsa».

Maneschi, ma quando la rivedremo in panchina?

«Ora sono tranquillo. Aspetto tempi migliori. Mi sono divertito molto. Se capita qualcosa, potrei pensare a rientrare. Il mio pregio? Sono onesto e leale con tutti».

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