Pielle sotto una Lenti d’ingrandimento: «Inizio da sogno, ma ora viene il bello»

Il nuovo lungo della Unicusano ha segnato 40 punti e preso 27 rimbalzi nelle prime due gare di Coppa: «Il merito è di tutti, ora andiamo a prendeci le finali»

LIVORNO. 40 punti e 27 rimbalzi nelle prime due partite ufficiali della Unicusano Pielle. Da essere giocatore con la carriera in dubbio (un anno fermo per infortunio e Covid successivo) a diventare l’idolo di una delle tifoserie più appassionate d’Italia, è un attimo.

Giovanni Lenti, ma lei se lo aspettava?

«In estate ho lavorato moltissimo sapevo che per me questa era un’occasione, forse l’ultima. Dopo essere stato fermo tanto tempo, ti vengono dei dubbi, anche sul futuro, se non sia il caso di battere altre strade, se ci siano ancora delle possibilità».

Si dice che sia un giocatore attento a quello che fa, all’alimentazione prima di tutto

«A Bologna ho giocato con dei professionisti con la P maiuscola, gente che onora anche nei comportamenti extracestistici il lavoro che fa. Può darsi che abbia assorbito qualcosa di quel modo di fare e di pensare».

Due partite super, al di là di tutto...

«Ma i meriti vanno sempre condivisi. La nostra fortuna è di essere diventati subito un gruppo, mi creda nel basket è una componente fondamentale. Io avevo già giocato a Bologna con Pederzini e Fin, quando avevo 18 anni. Con i ragazzi di Livorno, poi, che sono la parte più numerosa del gruppo, ci si conosce tutti, da anni: campino, tornei estivi, serate, nell’ambiente del basket livornese è così».

Entrambe le partite non si erano messe benissimo, il derby all’inizio, Firenze già dopo l’intervallo lungo...

«Ma è lì che si vede la compattezza mentale di una squadra. In entrambi i casi abbiamo rimontato facendo canestro tutti e con la panchina tutta in piedi. E poi un altro punto di forza di questa squadra è avere due come Iardella e Tempestini. Ne ho conosciuti pochi con la loro capacità di essere uomini squadra, il loro carisma, gente che ti dà sempre il consiglio giusto».

E ora c’è questa finale a Faenza. Alla Pielle un precampionato così forse non l’avevano mai visto...

«Sì, è una cosa inedita ma ora siamo in ballo e vogliamo ballare. Andare alle final eight sarebbe stupendo. Negli stessi giorni ci sono a Lignano anche quelle di serie A2. Insomma un gran carosello di squadre, allenatori, procuratori, addetti ai lavori, tanto interesse da parte dei media. Una bella vetrina, per noi e per la società. Ma c’è da pensare a Faenza».

Giusto, Faenza. Che squadra è?

«Forte, con un top player come Sebastian Vico (senza dimenticare Ballabio, Poggi, Reale) che gioca in un campo caldo, seguita da un pubblico caloroso. Alla quale però non ci sentiamo inferiori. Siamo tutti convinti di poter andare là e giocarcela. Posso per fare un appello?»

Prego...

«Vorrei dire ai tifosi, che ringrazio, di seguirci a Faenza. So bene che non è una trasferta comodissima, ma è anche una delle poche nelle quali non ci saranno problemi di biglietti . Vengano a aiutarci e noi faremo di tutto per fare loro un altro ben regalo».

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