Livorno ancora un cantiere a Figline è un pareggino

Buglio è soddisfatto: «Difesa collaudata, serve più concretezza davanti» Apolloni, buon debutto. Esperimenti con Bellazzini davanti alla retroguardia

Sandro Canu

LIVORNO. Termina a reti inviolate il test in terra di Valdarno testimone del gradino di difficoltà in più rispetto alle prime due uscite per gli amaranto seguiti da una settantina di tifosi. Partita equilibrata con le due squadre che partono con i rispettivi moduli (3-5-2 per il Figline, 4-3-1-2 per il Livorno). Si vede lontano un miglio che entrambe hanno potenzialità da categoria superiore. Nel primo tempo un’occasione per parte. Al 24’ il “frullino” Bouhamed ruba palla a Gargiulo al limite dell’area, ma spedisce a lato, due minuti dopo bel fraseggio Ferretti - Frati con il primo che si presenta solo davanti la porta, ma defilato calcia fuori. Nella ripresa girandola di sostituzioni con l’ingresso anche dei nuovi Apolloni (buona la sua prestazione con un’azione nel finale quando salta tre avversari, denotando di che pasta sia fatto, e serve Giuliani anticipato dal portiere) e Fontana. C’è tempo anche per due interventi di Pulidori e vedere Bellazzini provato davanti la difesa. Francesco Buglio al termine si mostra soddisfatto: «Ottima prestazione contro una formazione importante che ci è servita per continuare a conoscerci, crescere e capire che in Eccellenza nulla è dovuto, un tasto che sto battendo da sempre. Devo dire bravi ai ragazzi, la difesa è il reparto più collaudato, a centrocampo siamo migliorati, più coraggio, più possesso palla, più velocità anche da parte dei giovani, dobbiamo avere più concretezza in attacco. Dobbiamo crescere di condizione sia fisica che mentale, ma siamo sulla strada giusta». Nella ripresa sono entrati i nuovi Apolloni e Fontana. «Apolloni è stato scelto tra tanti centrocampisti. Una mezzala che ha caratteristiche diverse da quelle che abbiamo. La società mi ha accontentato. Ha fatto un buon esordio, si è mosso con disinvoltura. Bene anche Fontana si è proposto, è andato al cross, gioca pulito senza cercare di fare il fenomeno». «Come ho detto fin da quando sono arrivato preferisco avere tanti livornesi in squadra. Devono portare “il salmastro” nello spogliatoio, lo spirito di non mollare mai. E’ logico che devono essere loro i primi a dare l’esempio, i primi ad aver voglia di lavorare, a far capire da chi viene da lontano dove siamo e cosa vuol dire vestire l’amaranto».


Oggi riposo, si riprende domani pomeriggio a Vicarello.

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