“Umiltà”, “nulla è dovuto”. Mister Buglio e i cartelli alla Herrera nello spogliatoio del Livorno 

La scelta del tecnico di fissare anche al muro dello spogliatoio i suoi concetti: «L’ho fatto perché siamo in una piazza unica, tutti devono capirlo»

LIVORNO. Herrera ha copiato da me” e giù una sonora risata. Francesco Buglio ci scherza, ma è di quei allenatori che crede negli stimoli «Conta tantissimo capire i giocatori, conoscere il loro carattere, motivarli». Ricordate il mago Helenio Herrera della grande Inter? A suo modo è stato un antesignano, un innovatore convinto com’ era che la comunicazione e la psicologia fossero “armi” fondamentali per costruire le vittorie. Così si inventò i cartelli affissi nello spogliatoio con frasi di stimolo per i giocatori.

Ebbene il mister amaranto nei giorni di ritiro trascorsi a Rosignano, per prima cosa, ha pensato, non solo a parole, di mettere ben visibili delle frasi alle pareti come “Non esiste l’io, esiste il gruppo”, “Umiltà, “Nulla è dovuto”.


«Devo essere sincero ho già attuato questo sistema in passato, ma siamo a Livorno e i cartelli che ho preparato sono proprio perché siamo in una piazza importante e voglio, desidero che determinati concetti rimangano fissi, chiari nei giocatori. Non si vince facile perché ci chiamiamo Livorno, non si vince perché ci sono tantissimi tifosi a sostenerci, non si vince perché ci è dovuto. È utile, anzi fondamentale per arrivare all’obiettivo che ci siamo prefissi lavorare con umiltà, formare il gruppo, giocare con applicazione, cosa che i miei ragazzi stanno facendo sennò mi arrabbio e mi faccio sentire».

Ma non pensiate che Buglio sia stato il primo nella storia amaranto. Igor Protti, nell’anno in cui il Livorno di Breda lottava per la salvezza in serie B, in veste di team manager, fece appendere nello spogliatoio un cartello con la scritta “Spesso è l’ultima chiave del mazzo, quella che apre la porta”, come a dire che nella vita c’è sempre una possibilità, bisogna saperla cogliere al volo. Per la cronaca la salvezza arrivò all’ultima giornata.



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