Serafini, il re degli sport estremi Ecco l’argento nella Cronoman

Simone Fulciniti

livorno. Valerio Serafini, della società “Heart on bike” si è classificato al secondo posto nella Cronoman d’Oro categoria 45-49 anni, superando una folta schiera di specialisti provenienti da ogni parte d’Italia. Passione, coraggio, tenacia e duro allenamento gli ingredienti che hanno condotto il ciclista labronico sopra un podio di grande prestigio.


«Nel 2016 – racconta – grazie ad un amico ho comprato la mia prima bici da corsa. È stato un colpo di fulmine. Da lì in poi ho dato anima e corpo per questo sport». Nello stesso anno una prima cronometro, conclusa con risultato onorevole. «Da quel giorno – prosegue – nonostante il mio lavoro mi impegni fino a 12 ore al giorno mi sono sempre allenato: la mattina alle 4 o la sera fino a mezzanotte, con lo scopo di raggiungere risultati migliori. Ho sputato anima e sangue correndo coi miei mezzi, sottoponendomi anche a vari controlli anti doping sempre negativi: noi facciamo vita quasi da Pro e siamo sottoposti alle loro stesse regole». Il Cronoman d’Oro è un circuito basato su 7 prove nell’anno «Ci sono ragazzi da Bolzano a Pescara che corrono queste prove. Io dopo tanti piazzamenti, quest’anno ho raggiunto un secondo posto dietro l’imbattibile Gabriele Superchi di Viterbo e davanti ad Alessandro Nannetti di Lucca». E non finisce qui. «Io e Lorenzo Zanobini della Falaschi abbiamo vinto prova assoluta a Genova nel campionato regionale Ligure poche settimane fa. E il 4 agosto ho vinto titolo Europeo a coppie miste con Annalisa Mondi a Ferrara. Io e Nannetti siamo due toscani quotati in questo tipo di gare, ormai da cinque anni».

La grande fatica. «Le gare a cronometro sono prove di una durezza estrema: ho praticato tanti sport estremi dal paracadutismo alla thai boxe, ma nulla assorbe ogni tua energia come una gara di venti minuti a cronometro dove il cuore pulsa a 190 battiti e ogni muscolo del tuo corpo ti implora di fermarti. Solo la testa e la determinazione ti spingono ad andare avanti, a volte a fine gara si è così sfiniti che non riusciamo neanche a staccare i piedi dai pedali. Porti il fisico al limite».

Serafini si rammarica della poca visibilità. «In Toscana non si disputano tante prove del genere e mi piacerebbe che questa specialità potesse avere qualche riflettore puntato addosso».

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