La Covisod: Livorno fuori dalla serie D. I soci uno contro l'altro: "È colpa tua"

L’organismo di controllo ha ritenuto la domanda d’iscrizione incompleta. Ma la decisione arriverà dal consiglio di Lega in programma il prossimo 4 agosto 

LIVORNO. Un altro passo verso la fine dell’As Livorno calcio. Un altro schiaffo, non l’ultimo purtroppo, alla città e ai suoi tifosi. È vero, tutto previsto, quasi scontato, naturale, visti i presupposti. Ma quello che trapela da tre fonti diverse è che la Covisod, l’organismo di controllo che effettua un’ecografia economico procedurale delle società in vista del consiglio di Lega, ha ritenuto incompleta l’iscrizione presentata mercoledì dalla dirigenza amaranto.

Due i motivi dell’irricevibilità della domanda: uno stadio provvisorio, visto il no del Comune all’affitto del Picchi dopo aver dovuto incassare la fideiussione per i debiti pregressi. E soprattutto il mancato pagamento degli stipendi arretrati. Che l’attuale liquidatore della società, Pier Paolo Gherlone, contava di azzerare prima di presentare la domanda di iscrizione usando proprio i denari rimasti sul conto del Livorno e che invece, in parte, sono serviti per saldare l’amministrazione per 260 mila euro.Il commercialista piemontese, fino a mercoledì, ripeteva che in ogni caso proverà «fino in fondo a non arrendersi e iscrivere la società al campionato». Dopodiché «visto il clima che si respira in città» avrebbero passato la mano a uno degli imprenditori che in caso di salvezza «si erano già fatti avanti».


L’aria che tira però è diversa. È vero che in società, fino a ieri pomeriggio, non era arrivata nessuna comunicazione ufficiale dalla stessa Covisod, ma questo avverrà molto probabilmente il prossimo quattro agosto quando si riunirà l’assemblea della Lega di serie D che dovrà analizzare le domande pervenute. Tra l’altro pare che tra quelle che non saranno accettate non ci sia solo quella del Livorno.

Non a caso, tra gli attuali soci, è iniziato lo scaricabarile per non passare alla storia come il mandante della morte amaranto. Prima Gherlone ha accusato Spinelli: «È tutta colpa sua per aver bloccato il bonifico per saldare i debiti col Comune senza escutere la fideiussione». Ora l’ex presidente (nella nota che pubblichiamo in questa pagina) tira in ballo Silvio Aimo, e la società Tkm Srls, per non aver rispettato gli accordi: versare 250 mila come promesso in assemblea.

In ogni caso il destino sembra segnato. Ecco perché – chiusa una porta – potrebbe aprirsi, forse non un portone, ma almeno un pertugio sul futuro del calcio a Livorno. La prima mossa per cambiare strada, l’ha fatta ieri mattina il sindaco di Livorno Luca Salvetti protocollando e inviando al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina la lettera che il Tirreno aveva anticipato nell’edizione di ieri. E nella quale il primo cittadino chiede in caso di esclusione dell’As Livorno calcio dal campionato di serie D, l’iscrizione in sovrannumero «vista la storia e la passione della città» di una società che rappresenti l’amaranto nel prossimo campionato di serie D. Per far sì che questo si concretizzi i passaggi sono ancora molti e il tempo poco: un marchio, uno o più imprenditori – qualcuno si sarebbe già fatto avanti – capaci di investire, una struttura societaria (i vecchi dipendenti dell’As Livorno calcio?). E soprattutto una squadra. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA