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Spinelli paga il debito dello stadio, poi ci ripensa. Ora il Livorno è a un passo dal baratro

Il sindaco Luca Salvetti mostra la mail arrivata dagli avvocati di Aldo Spinelli

In mattinata il bonifico di 260 mila euro per saldare il Comune, poi la mail di diffida. Salvetti: «Siamo al teatro dell’assurdo»

LIVORNO. La cronaca di una giornata grottesca. Per certi versi ancora più drammatica di quella del primo agosto 1991 che sancì la storica estromissione dell’U. C. Livorno dal professionismo. Il 27 luglio 2021 passerà entrerà negli annali come quella della marcia indietro di Aldo Spinelli arrivata al termine di un’altalena di situazioni che alla fine hanno portato l’A. S. Livorno Calcio a un millimetro dal baratro nel quale la società potrebbe precipitare alle 14 di oggi, termine per presentare l’iscrizione al campionato di serie D.

LE SPERANZE

All’ora di pranzo la società sembrava aver imboccato per il rotto della cuffia la strada della salvezza. Sulla scrivania del sindaco Luca Salvetti era arrivata comunicazione dell’avvenuto pagamento (bonifico della banca del Monte di Lucca autorizzato da Spinelli) da parte dell’A. S. Livorno di 260mila, la quota di morosità per l’utilizzo dello stadio. Non solo: poco dopo Silvo Aimo, amministratore unico in pectore, ha versato l’onere di iscrizione al campionato di serie D che ammonta a 50mila euro. In sostanza la società si stava mettendo il regola per potersi presentare ai nastri di partenza della prossima stagione dilettantistica.

La conferma che il cielo stesse volgendo al sereno era data dal fatto che lo stesso Aimo insieme a Pierpaolo Gherlone fossero in procinto di muovere verso Livorno per presenziare ad un assembla straordinaria dei soci che avrebbe avuto all’ordine del giorno la revoca dello stato di liquidazione della società, atto formale propedeutico all’iscrizione al campionato.

I PRIMI DUBBI

La labile fiducia che si era diffusa attorno alle tredici ha iniziato a evaporare nel primo pomeriggio quando Salvetti ha ricevuto la carta contabile di entrata dei 260mila euro. Il bonifico non è risultato essere l’esito del pagamento effettuato da Aldo Spinelli, ma dell’escussione della fideiussione contenuta nella convenzione di concessione dello stadio. Il sindaco, nell’incontro con stampa e tifosi tenutosi nel tardo pomeriggio al Cisternino di Città ha spiegato: «L’escussione della fideiussione non è un metodo di pagamento, ma solo una garanzia per il creditore per cui la società è rimasta nello stato di insolvenza. In questa situazione non avrei concesso lo stadio».

IL COLPO DI SCENA

Su questo quadro già abbastanza desolante, alle 16. 10 è arrivato lo scarabocchio finale sotto forma di Pec inviata da Spininvest (e firmata da Aldo Spinelli) alla Banca del Monte di Lucca e per conoscenza al Comune di Livorno e all’A. S. Livorno Calcio. Di nuovo il sindaco: «In questa lettera viene formulata espressa diffida alla Banca a non escutere la fideiussione o a non effettuare il pagamento al Comune di Livorno. In sostanza - ha proseguito Salvetti - al mattino la banca ha pagato dopo aver ottenuto il benestare di colui che è garante (probabilmente Spinelli) e tre ore dopo con questa lettera alla stessa banca viene intimato di non pagare: siamo all’assurdo».

FERMEZZA DEL SINDACO

Alla luce di questi fatti il sindaco ha usato formule categoriche: «La città di Livorno e la storia del Livorno Calcio non possono essere alle prese con situazioni e personaggi di questo genere. Non riapro nessun dialogo con queste persone e non sarebbe serio da parte mia in qualità di rappresentate di tutti i cittadini e di tutti i tifosi amaranto».

ALLA RICERCA DEL CAMPO

Negata la concessione dello stadio, la società adesso è alla disperata ricerca di un terreno di gioco. I piemontesi si sono rivolti al Comune di Rosignano, a quello di Cecina e addirittura a Cascina. Trovare la casa, però potrebbe non bastare. Servono altri soldi: tanti soldi. Qualcosa come 500mila euro circa. Il limite è previsto per le 14 di oggi. Questi i possibili scenari. L’A. S. Livorno fa il miracolo e si iscrive. Se invece viene estromessa dal campionato si può ripartire dalle Terza Categoria o più probabilmente (il presidente federale Gravina ha assicurato a Salvetti che c’è la volontà di percorrere questa strada) dall’Eccellenza.

Infine potrebbe tornare in ballo la Pro Livorno Sorgenti, ipotesi questa che però viene rigettata da molti tifosi. In fondo al tunnel però, una luce c’è: «In questi giorni - ha dichiarato Salvetti - si sono fatti avanti soggetti interessati all’acquisizione del Livorno Calcio in caso mancata iscrizione alla D ». --

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