Livorno calcio al capolinea, la rabbia di Gherlone: «Pugnalata di Spinelli, serve un miracolo»

Il liquidatore racconta la giornata più lungo della società: «Avevamo l'accordo per lo stadio, con Aimo pronti a venire in città»

LIVORNO. Pier Paolo Gherlone, liquidatore del Livorno calcio, a fine giornata ha la voce di chi stava riuscendo a scalare l’Everest in ciabatte, e arrivato a un passo dalla vetta si è ritrovato di nuovo ai piedi della montagna. E per di più scalzo. «Sono molto amareggiato – dice – alle 16 sembrava tutto risolto: c’erano il bonifico della banca avallato da Spinelli che copriva il debito con il Comune di Livorno per lo stadio. Avevo parlato col sindaco chiedendo di poter giocare al Picchi con una sorta di affitto domenicale, come quello concesso alla Pro Livorno Sorgenti lo scorso anno. Tutto sembrava andare per il meglio. Avevamo anche versato i 50 mila euro per l’iscrizione alla serie D. Silvio Aimo ed io – prosegue – stavamo per salire in auto e venire in città. Alle 18 era in programma l’assemblea straordinaria davanti al notaio che doveva confermare quanto deciso dall’assemblea ordinaria: società non più in liquidazione e la nomina dell’amministratore unico».

E invece ecco quella che Gherlone definisce come «la pugnalata di Spinelli». La mail nella quale gli avvocati dell’ex presidente diffidano la banca del Monte di Lucca a versare il denaro perché «ritiene la fideiussione illegittima e quindi blocca il pagamento».


È in questo preciso istante che tutto cambia. «Perfino la banca – spiega Gherlone – era in imbarazzo, perché una cosa del genere non era mai successa in vent’anni con Spinelli». Le conseguenze sono svariate e tutte negative per l’immediato presente amaranto: il contenzioso non si è estinto, sul conto del Livorno calcio saranno addebitati i 260 mila euro che la società deve all’amministrazione che, a questo punto, non concede più l’impianto. Dunque il Livorno resta senza stadio, è ancora in liquidazione perché l’assemblea è saltata, ha meno soldi a disposizione e oggi alle 14 scade il termine per l’iscrizione. «Inutile girarci intorno – La Lega di serie D – mette tre punti fermi per partecipare al campionato: l’iscrizione sulla piattaforma on line, il pagamento della fideiussione nei termini del 28 alle 14 e la disponibilità del campo. Ad oggi noi non lo abbiamo. Ecco perché non resta che affidarsi al Padre eterno». Anche perché dopo aver bussato a Cecina, Rosignano, Picchi e Cascina, trovando solo porte chiuse è complicato pensare che la situazione cambi stamani. «E dire – conclude Gherlone – che dopo aver iscritto al società ci saremmo fatti da parte. C’erano anche delle cordate interessate...». —



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