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Agonia Livorno, presentata l'iscrizione ma è (quasi) fuori dal calcio: ecco perché 

La società ha compelatato nei termini la domanda di ammissione alla serie D.  Ma si va verso il parere negativo della Covisod. Gherlone: «La colpa è solo di Aldo Spinelli»

LIVORNO. Doveva essere il giorno del dentro o fuori. Quello dal quale non si torna più indietro, in un modo o nell’altro. Invece con il passare delle ore è diventato quello dell’agonia che si prolunga ancora. Almeno per altri sette giorni. E questo eterno rinvio non giova a nessuno. Non a questa società attaccata al respiratore, non a quanti volessero aprire un capitolo nuovo, sotto la bandiera amaranto dell’As Livorno calcio.

L’ISCRIZIONE SUB IUDICE


Il termine ultimo per presentare la domanda (sarebbe un ricorso tecnicamente) di iscrizione al campionato di serie D scadeva mercoledì 28 luglio alle 14. E la società i documenti li ha comunque inviati. Ma come confermano i dirigenti lo ha fatto «in forma incompleta»: stadio provvisorio, non si capisce quale sia stato indicato, e soprattutto il mancato pagamento degli stipendi arretrati, si parla di una cifra tra i seicento e i settecento mila euro. Tanto che oggi la Covisod, l’organismo di controllo, potrebbe inviare parere negativo.

Due, invece, gli adempimenti richiesti da Figc e Lega di serie D rispettati. Primo: il pagamento di 51mila euro della tassa di iscrizione, effettuato già nella giornata di martedì da Silvio Aimo, ultimo presidente e amministratore unico in pectore. Secondo: il saldo, tramite escussione della fideiussione da parte del Comune di Livorno, degli arretrati del canone di affitto dello stadio “Armando Picchi”.

Un bonifico dapprima arrivato con la benedizione di Aldo Spinelli nella mattinata di lunedì e poi ritrattato dallo stesso ex presidente che con una pec in cui non autorizzava la banca del Monte di Lucca a completare il bonifico. Di quella mail – avrebbe detto Spinelli ai dirigenti amaranto – non ne so nulla. Chissà.

Fatto sta che la mossa ha ribaltato i piani di Pier Paolo Gherlone, liquidatore amaranto, e dello stesso Aimo. Il loro progetto di salvataggio era semplice: Spinelli paga i debiti con il Comune, l’amministrazione dà lo stadio in affitto al Livorno una volta ogni due settimane, con i soldi rimasti sul conto della società paghiamo gli stipendi arretrati e la società esce dallo stato di liquidazione e si rimette in carreggiata. Magari vendendo a una delle cordate che ne aveva fatto richiesta.



IL BANCO SALTATO

Invece il banco è saltato già nel pomeriggio di lunedì. A fugare dubbi e congetture varie era intervenuto il sindaco Luca Salvetti per il quale l’escussione bollava il Livorno calcio dall’etichetta di inquilino moroso. Niente stadio quindi e secondo requisito – quello dell’indicazione di un terreno di gioco – saltato anche se ieri sarebbe stato indicato uno stadio alternativo e comunque provvisorio dove disputare le partite interne.

C’è un altro aspetto che attiene all’utilizzo di quella fideiussione per il saldo degli arretrati del Picchi. Come in una poco divertente effetto domino quell’atto ha impedito al Livorno di pagare gli stipendi arretrati ai tesserati che proprio con quella stessa garanzia bancaria avrebbero potuto essere saldati. Ecco quindi che pure il terzo requisito è andato a carte quarantotto. In questo modo è rimasta aperta anche la questione dei giocatori svincolati che non avrebbero firmato la liberatoria che si rilascia quando si è in pari con la riscossione degli emolumenti da percepire.

IL RICORSO

Il Livorno, consapevole di aver prodotto una domanda di iscrizione carente – e quindi soggetta a rigetto – l’ha comunque inviata. «Ho detto agli uffici del Livorno – conferma Gherlone – di inviarla comunque anche se consapevole che fosse incompleta in alcune parti. In particolare quella degli stipendi arretrati non saldati. Il mio obiettivo – va vanti – è quello di fare tutto il possibile fino all’ultimo minuto affinché il Livorno venga iscritto. Ecco perché non mi rassegno. Certo è che se questo non dovesse accadere potrò dire che la colpa è solo di Aldo Spinelli». Il riferimento è sempre al mancato pagamento da parte dell’ex presidente del debito con l’amministrazione per lo stadio.

IL FUTURO

Ed eccoci arrivati all’eterno rinvio con il destino. Perché il prossimo consiglio di Lega si terrà non prima del quattro agosto. Quel giorno a meno di deroghe o colpi di scena il Livorno calcio sarà escluso da campionato. E forse comincerà un’altra storia. —



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