Contenuto riservato agli abbonati

No del Gavorrano allo stadio, così il Livorno è fuori dal campionato di serie D

Pier Paolo Gherlone, liquidatore uscente del Livorno

Merocledì 28 luglio alle 14 scade il termine per l'iscrizione al campionato. Ma per presenatre la domanda serve un impianto dove giocare e sistemare i debiti pregressi

LIVORNO. Il Livorno calcio è a un passo dal non iscrivesi al campionato di serie D. E se questo avvenisse si aprirebbero scenari nuovi di cui ad oggi è ancora prematuro parlare. Ecco perché restiamo sui fatti. E sul presente. Due le novità di luendì 26 luglio: la prima riguarda il no del Gavoranno a concedere il campo di gioco agli amaranto, almeno in via transitoria, per la prossima stagione.

Già questo potrebbe essere un elemento sufficiente affinché la Lega di serie D attraverso l’organismo di controllo interno, la Covisod, non accolga, anche se arrivassero i pagamenti degli arretrati, l’iscrizione del Livorno al campionato. Tra l’altro la scadenza per la presentazione di tutti i documenti è fissata per domani alle 14.


C’è poi un altro elemento che inguaia la cordata piemontese che ad oggi ha in mano le redine della società. Vale a dire la spada di Damocle del debito accumulato con il Comune di Livorno per l’impianto. Se la società vuole giocare al Picchi deve saldarlo e non è detto che basti. Si tratta di oltre 260 mila euro che vanno versati. È vero che a copertura del debito l’amministrazione ha in mano una fideiussione. Ma se questa dovesse essere usata i soldi sarebbe incassati dal conto della banca collegato alla società. E dunque non ci sarebbe più la somma necessaria – compresa tra seicento e settecento mila euro – per coprire i debiti necessari per presentare la domanda di ammissione al campionato.

Sul punto dal Comune fanno sapere che a ieri nessun bonifico era stato effettuato all’ufficio che si occupa degli impianti sportivi. Ma chi dovrebbe fare il bonifico? Secondo i dirigenti Aldo Spinelli che però non sembra aver intenzione di rimettere mano al portafoglio. Ecco perché dopo cena l’umore di Pier Paolo Gherlone, commercialista ed ex liquidatore degli amaranto, non è dei migliori. «Non siamo a nessun punto – spiega – vediamo se domani (oggi ndr), riusciamo a risolvere il problema stadio attraverso il pagamento da parte di Spinelli del debito. Lo dico nonostante ci siano poche speranze con il Comune. E senza stadio non ci possiamo certo iscrivere. Ecco perché la situazione la vedo complicata».

Perché si risolva positivamente, infatti, devono accadere due cose, e molto velocemente. Come spiega Gherlone. «Il Livorno deve giocare a Livorno. Perché senza stadio, anche confinante e a termine, non puo’ iscriversi. Inoltre Spinelli deve saldare con il Comune. Se questo succede comincia la discesa, se invece la banca tocca il conto della società tutti i nostri sforzi saranno stati inutili». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA