L’amico di “Gigio”, da giovane promessa a agente immobiliare: «Così felice lo stesso»

Vladislav Zhikov, 22 anni, arrivò al Livorno nel 2017: «Dovevo fare il vice di Luci, invece venni messo ai margini»

LIVORNO. Era un promessa del calcio con la maglia del Milan. Nel 2017/18 ha vinto di campionato di serie C con il Livorno di Sottil, Luci, Valiani e Mazzoni. Adesso però il centrocampista bulgaro Vladislav Zhikov fa l’agente immobiliare in città e gioca nella Volterrana, in Prima Categoria. E dire che ‘Vladi’, ha soli 22 anni, però: «Finalmente mi diverto. E questo è fondamentale. Ho sempre considerato il calcio come un lavoro e questo mi ha procurato grande sofferenza».

Da Vidin, Bulgaria, al Livorno, passando per il Milan. Una vita romanzesca…


«Quando avevo tre anni i miei genitori vennero in Italia, a Castellammare di Stabia. Li raggiunsi due anni dopo. In Campania ho frequentato le scuole fino alla maturità. Da straniero, perché il passaporto italiano l’ho ottenuto da poco. E questo aspetto mi ha tarpato le ali anche nel calcio».

Quindi i primi calci al pallone li dà a Castellammare?

«Sì. Ero piccolo, ma si vedeva che avevo qualcosa in più. Fui selezionato per la scuola calcio più forte della zona. Dopo un anno sostenni un provino col Benevento che era affiliato al Milan. Nel 2011 i rapporti tra rossoneri e giallorossi si interruppero, ma di fatto il Milan continuò a seguirmi e nel 2013, a 14 anni feci il grande salto».

Lei è del ’99, partì da Castellammare, stessa cittadina di Gigio Donnarumma. Lo ha conosciuto?

«Benissimo. Siamo stati molto amici. Quando partimmo per Milano, andammo in treno. La sera prima dormii a casa sua e i suoi genitori ci accompagnarono alla stazione».

Lo sente ancora?

«No, per colpa mia. Da quando Gigio ha fatto carriera non so come comportarmi, perché la mia amicizia sembrerebbe interessata. Mi piacerebbe riallacciare i rapporti».

Nel Milan era uno dei più promettenti. Poi che cosa accadde?

«Il primo anno fu difficile. Con il tempo, però mi ambientai e iniziai a fare bene. Come allenatori ho avuto Nava e Brocchi. Come compagni di squadra, oltre a Donnarumma, anche Cutrone e Locatelli. Fui mandato a giocare con i ragazzi del ’98. Fui anche convocato nelle giovanili della Bulgaria».

Come fu che poi venne al Livorno?

«Il mio procuratore, dopo aver scartato Monopoli caldeggiò la pista amaranto».

Firmò un contratto lungo?

«Un triennale con opzione per il quarto. Pensai: “Sono giovane, ma alla lunga puntano su di me e poi il club è storico e prestigioso”. Fui felice di venire qui».

Con chi parlò?

«Col direttore sportivo Facci e con il direttore generale Pecini. Secondo le loro parole a Livorno avrei fatto il vice Luci. Non avevo esperienza per essere titolare. Non pretendevo. Però pensateci: il vice Luci. Avrei imparato tanto da lui e prima o poi avrei avuto la mia occasione».

E invece?

«Ho giocato gli ultimi sei minuti di campionato a Piacenza a serie B conquistata».

Ha sofferto molto?

«“Diciamo che non mi aspettavo di non avere mai opportunità di mostrare le mie qualità. In allenamento non era semplice farsi vedere».

Poi cosa è successo ?

«Arrivò Signorelli e da quel giorno il Livorno ha iniziato a farmi la guerra. Fui messo fuori rosa a correre intorno al campo con il preparatore atletico».

Perché?

«Non so. Fu come una punizione. L’atteggiamento della società non mi è piaciuto. Andò via Pecini e Signorelli quasi sembrava che se la rifacesse con me per rifarsela con lui».

Ricorda le dimissioni di Sottil?

«Furono fatte rientrare dai giocatori. Ricordo che Luci e Mazzoni si impuntarono. Hanno avuto ragione».

C’era quando Spinelli pesò Vantaggiato?

«Certo. Non è una leggenda. Avevamo perso a Arezzo. Il giorno dopo non avevamo allenamento, ma alle nove ci squillò il telefono: tutti convocati al Coni per le undici, senza ulteriori spiegazioni. Arrivò il presidente Spinelli con la bilancia. Pesò tutti e ci fu un battibecco con Luca Mazzoni».

E dopo Livorno?

«Sono rimasto fino a dicembre 2018 quando fui girato in prestito all’Olhanense. Andai in Portogallo, ma per colpa dello status di straniero, finii ai margini. A 19 anni ho rescisso con il Livorno e questa ora è la mia città perché qui ho conosciuto la mia fidanzata, Eva e qui sono rimasto».

Ed ora fa l’agente immobiliare…

«Studio Economia Aziendale. Ho comprato una casa a Pisa che affitto agli studenti e sto facendo il corso per diventare agente immobiliare. Intanto ho preso l’abilitazione per mediatore creditizio. Nel frattempo gioco nella Volterrana e sono felice».

Rimorsi? Rimpianti?

«Nessuno. Vivo serenamente questa fase della mia vita. Magari ho un pizzico di dispiacere. Almeno la serie C avrei potuto farla, ma scelto di stare bene e non di soffrire». —

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