Livorno calcio, i piemontesi hanno chiesto lo stadio di Gavorrano 

Gherlone tenta di aggirare lo scoglio del campo, ma per completare l’iscrizione devono essere pagati gli arretrati ai calciatori

LIVORNO.Pier Paolo Gherlone ha capito che il nodo dello stadio non sarà sciolto in tempi stretti. E così, insieme alla dirigenza amaranto, ha seguito il consiglio del sindaco ed è passato al piano B del piano B: due giorni fa ha fatto chiamare la dirigenza dell’Us Follonica Gavorrano per chiedere la disponibilità dello stadio Malservisi Matteini di Bagni di Gavorrano. «Ci ha contattato Nelso (Ricci, ndr) che è un amico e gli abbiamo detto che da parte nostra non c’è problema a dare un aiuto», spiega al Tirreno il direttore generale dei grossetani Filippo Vetrini. «Lo stadio è in concessione alla nostra società ma è di proprietà del Comune, che dunque dovrà dare il sì definitivo», aggiunge il dg maremmano. «Ma non credo che ci siano ostacoli».

DOVE GIOCHERÀ IL LIVORNO


Il problema dello stadio insomma potrebbe essere risolto, ma solo per la pratica dell’iscrizione che deve essere sanata entro mercoledì 28 luglio. Resta infatti il tema di dove giocherà davvero il Livorno (sempre che questo Livorno riesca a completare l’iscrizione): perché è impensabile che la squadra giochi a Gavorrano, come era impensabile che giocasse a Banditella o a Cecina. E dunque se – come dice Gherlone – il Livorno non può non giocare all’Armando Picchi, la società dovrà prima di tutto saldare il debito con le casse municipali. E poi, una volta in pari, convincere con i fatti l’amministrazione comunale di essere un soggetto credibile e solvibile.

La palla del pagamento è sui piedi di Aldo Spinelli. Venerdì l’ex presidente aveva spiegato di aver bloccato il bonifico da 260mila euro dicendo che non pagherà se non avrà certezza che il Livorno avrà lo stadio. A questo punto, se il Livorno inserirà il Malserivisi-Matteini come campo di gioco provvisorio, Gherlone avrà qualche giorno in più per convincere Sciu Aldo a pagare.

LE LIBERATORIE

Ma l’altra questione dirimente affinché l’iscrizione vada in porto è rappresentata dalle liberatorie dei calciatori e dello staff tecnico sui pagamenti arretrati: mancano circa 600mila euro. Gherlone ha sempre sostenuto che quei soldi ci sono e che saranno versati (con l’aiuto di Spinelli) nei tempi previsti. Per ora tuttavia nessuno ha visto un euro. E se Spinelli deciderà di non pagare lo stadio, è probabile che faccia altrettanto per le altre poste.

DOMANI DAL NOTAIO

Domani i soci del Livorno saranno dal notaio per ratificare quanto è stato deciso dall’assemblea totalitaria di giovedì scorso, a partire dalla revoca della liquidazione tramite azzeramento di una parte dei debiti e sterilizzazione di un’altra parte, con la nomina di Silvio Aimo ad amministratore unico. Ma la problematica legata allo stadio potrebbe rimettere in discussione tutto. Dice Gherlone: «Un Livorno senza stadio non è vendibile. E anche il nostro investimento perderebbe di senso». Ma sull’altro piatto della bilancia c’è il fallimento e i rischi che si porterebbe dietro. Perché, come ha detto una volta Gherlone, «un fallimento sarebbe molto peggio per tutti».

US LIVORNO IN ECCELLENZA?

La strada al 28 luglio è insomma nuovamente ripidissima. E tra una parte dei tifosi inizia a fare breccia il sogno di un nuovo Livorno, senza debiti, senza legami col passato e col presente, che riparta dall’Eccellenza con il marchio glorioso dell’Unione Sportiva oggi detenuto da Enrico Fernandez Affricano. A quanto risulta la Figc sarebbe possibilista sulla ripartenza dalla massima categoria regionale (anche se l’Eccellenza viene in genere garantita solo a chi fallisce tra i professionisti e il Livorno sarebbe iscritto in sovrannumero in una categoria in cui c’è già un’altra livornese, il Picchi). Se così fosse ci sarebbe comunque da costruire tutto: società, dirigenza e soprattutto proprietà (ma lo stesso oggi vale per l’As Livorno Calcio in D). —



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