Contenuto riservato agli abbonati

L’indiano accelera e manda i suoi a Genova. Spinelli: Maurya pronto a mettere 2 milioni nel Livorno

L'imprenditore indiano Yogesh Maurya (a destra) e l'italo americano Roberto Angiolucci (Masini)

Per l’ex presidente entro il 23 giugno dovrà essere fatto il primo versamento. «Quella è la cifra giusta per ripartire»

LIVORNO. Un incontro per fare il punto della situazione e capire i margini della trattativa. Come spiega al Tirreno l’ex presidente Aldo Spinelli, nel pomeriggio di ieri «c’è stata una riunione tra i legali del fondo indiano e i commercialisti del gruppo Sicrea, il gruppo che insieme ad Aimo ha la maggioranza della società». «Mi dicono che tra le parti ci sarebbe un’intesa di massima – aggiunge Spinelli – io non c’ero e non c’erano neanche i miei avvocati, d’altronde sono praticamente fuori dal Livorno, ma mi sembrano tutti fiduciosi».

Spinelli racconta: «È andata bene, l’imprenditore indiano (Yogesh Maurya, ndr) è orientato a mettere sul piatto due milioni di euro e credo che sia la cifra giusta per sistemare le cose e pensare alla prossima stagione».


In realtà, secondo quanto ricostruito dal Tirreno, l’incontro è avvenuto a Genova, proprio negli uffici del gruppo Spinelli e alla presenza dell’ex presidente.

Per il momento dall’entourage di Maurya non filtrano dichiarazioni ufficiali. Stiamo comunque parlando di un fondo completamente slegato dai piemontesi, e non è un caso che nella tifoseria ci sia maggiore fiducia rispetto a tutti gli altri personaggi che si sono avvicinati al Livorno nell’ultimo anno e mezzo.

Maurya venne in città a inizio febbraio insieme a Roberto Angiolucci, imprenditore di Castelfranco di Sotto che vive da tempo nel Connecticut, vicino New York, e negli ultimi mesi ha mantenuto vivi i contatti tramite lo studio legale Benigni & K.

«Deve fare un primo versamento prima di mercoledì 23», dice Aldo Spinelli, facendo quindi riferimento alla data in cui è in programma l’assemblea dei soci per la ricapitalizzazione. Un passaggio in ogni caso fondamentale per il futuro della società, visto che il sindaco revisore Antonio Mastrangelo – secondo quanto dichiarato qualche settimana fa dal sindaco Luca Salvetti – aveva detto di voler portare i libri in tribunale in caso non fosse avvenuto l’atteso aumento di capitale.

Maurya è una delle tre ipotesi che sono attualmente in piedi ed è quella che sta dimostrando più concretezza. Le altre due portano all’imprenditore serbo Zoran Popovic, che secondo Spinelli dovrebbe incontrare gli attuali soci nella giornata di lunedì, e al misterioso imprenditore italo-svizzero con cui sarebbe in contatto il vicepresidente Guido Presta. Ma i dubbi su queste ultime due piste non mancano.

«Sì, ci sono tre fronti aperti e sono convinto che almeno uno andrà a buon fine», afferma Spinelli. «Chi arriva primo, si prende il Livorno – continua l’ex presidente amaranto – ripeto però che bisogna trovare un accordo prima del 23. Presta? Sta andando avanti con l’italo-svizzero, mi fido. Il valore del Livorno? Ci sono i terreni di Fauglia, ci sono i ragazzi del settore giovanile e poi non bisogna dimenticare il titolo sportivo».

Ma non c’è alcun impianto di proprietà e ci sono soprattutto 3 milioni di euro di debiti, una situazione che fin qui ha ostacolato qualsiasi trattativa. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA