Le lacrime e l’amarezza di mister Amelia dopo la retrocessione: «Questo Livorno senza personalità»

L’intervista al tecnico amaranto: «Dovevamo giocare di ritmo e bene. E invece abbiamo sbagliato tanto sul piano tecnico. Il futuro? sogno di nuovo il Livorno ad alti livelli»

LIVORNO. Dopo la disfatta Marco Amelia si presenta in sala stampa con gli occhi lucidi e un filo di voce, mentre invece dallo spogliatio della Pro Sesto arrivano grida di gioia: «Dovevamo far meglio» dice subito.

Che cosa non ha funzionato?

«Dovevamo giocare di ritmo e bene. E invece abbiamo sbagliato tanto sul piano tecnico. Inoltre nelle situazioni in cui dovevamo far male alla Pro Sesto siamo stati innocui. Penso a certi cross di Gemignani e Parisi, al tiro di Mazzarani nel primo tempo».

Come spiega una prestazione così incolore?

«La spiego con l’assenza di personalità. Personalità che non ha mai avuto neanche nella precedente gestione. Quando è il momento di tirare fuori qualcosa e prendersi delle responsabilità questa squadra si perde. A questa pecca, però si poteva sopperire con le doti tecniche e fisiche. Non è stato fatto. Non siamo riusciti a incidere neanche con le armi che avevamo: Evan’s non ha spostato gli equilibri come altre volte».

Il Livorno ha regalato 60’ di partita...

«A fine primo tempo ho detto ai ragazzi che stavamo andando fuori posizione. C’è stato un black out di tutti. Anche nei cambi forse ho sbagliato qualcosa io. Mi aspettavo qualcosa di più da tutti. Non è neanche facile parlare perché questa retrocessione mi pesa come un macigno.. Io c’ho messo tutto ed ero convinto che si potesse fare per raggiungere questo obiettivo».

Secondo lei dove avete perso i punti-salvezza oltre che in questa partita?

«In casa con il Grosseto. Fummo ripresi al 93’ e bruciammo energie nervose per rimetterci in carreggiata. Ci mancano quei due punti e quelli di Lucca. Dispiace perché i risultati degli altri errano stati in linea con le mie previsioni. Ci sono mancati solo quei quattro punti».

A fine partita Mazzarani è venuto in panchina a parlare con i compagni di squadra...

«Io mi sono staccato un attimo. Andrea ha vissuto tutta la stagione ed era giusto che parlasse da leader con i suoi compagni di squadra».

Amelia, il suo futuro?

«Non è il momento di parlare del futuro. È fuori contesto. Io sogno di nuovo il Livorno ad alti livelli, con la curva piena e che si confronta con le grandi del calcio italiano. Questo sogno passa attraverso tanti passaggi che dovranno essere fatti, ma adesso non riesco a pensare al domani. Tutti, però sanno il legame che ho con questa maglia». --

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