Il “piano D” del Livorno è perfettamente riuscito: dirigenti e giocatori, che vergogna

L’immagine eloquente di questo finale di stagione

Altri risultati perfetti ma gli amaranto riescono nell’impresa di perdere in casa con la Pro Sesto e retrocede di nuovo

LIVORNO. Vergognatevi tutti. La pagina più nera della nostra storia. Ora andate a raccontare che “senza Spinelli si torna a Perignano”. Magari. Con Spinelli invece si va a giocare con la Correggese, il Sasso Marconi, il Querceta, e altra roba del genere, tutti luoghi dove comunque oggi hanno una società più rispettabile e dignitosa della nostra.

Vergognatevi tutti. Dal primo all’ultimo dei dirigenti, dal primo all’ultimo dei giocatori. Ci sarà tempo in abbondanza per puntare il dito contro questa società che oggi non rappresenta più Livorno, ma oggi è bene far salire sul banco degli imputati anche questi giocatori. Una roba da voltastomaco. Ieri hanno perso sia la Lucchese che la Pistoiese, sarebbe bastato battere una mediocre Pro Sesto per andare ai playout con altissime possibilità di conquistare la salvezza. Invece è scesa in campo una squadra senza palle, moscia, timorosa, che ha buttato via il primo tempo e poi nella ripresa è riuscita a prendere due gol dalla Pro Sesto. La madre di tutte le colpe è di Spinelli e dei suoi soci ma questi giocatori sono riusciti nell’impresa di retrocedere in serie D da ultimi in classifica. E sarebbero retrocessi anche senza il meno 5 arrivato dalle penalizzazioni. Insomma: una squadra degna di questa società.


Vergognatevi tutti. A partire da chi in società è sempre sparato addosso a noi della stampa, ai tifosi, a chiunque osasse mettersi contro “Il re”. Ci raccontino pure ciò che vogliono, noi restiamo dell’idea che a Genova stapperanno la champagne per questa retrocessione che lascia il Livorno con un mare di debiti ma intanto lascia passare il tempo necessario. E poi garantisce che nella prossima stagione in serie D i costi di gestione saranno ancora più bassi. Questi debiti non li pagherà mai nessuno e quindi un giorno l’As Livorno chiuderà bottega. Il guaio è che adesso non ci fanno fallire e bisogna pure aspettare i loro comodi.

Vergognatevi tutti. Siete riusciti a far passare nell’indifferenza questa retrocessione allontanando la gente dallo stadio. Ma d’altronde a Genova non è mai fregato nulla dei tifosi (anzi...) e questi nuovi soci sono entrati degnamente nel solco del presidente che ci ha presi in serie C e ci ha portati in serie D. Quattro retrocessioni in sette anni. Due retrocessioni consecutive, una roba che non era mai successa nella nostra storia. Presi a pallonate dalla Juventus under 23, penalizzati per non aver pagato gli stipendi, senza campo di allenamento e ospitati gratis dall’Academy, coi fornitori che chiedono i soldi, con una serie di tributi non pagati. Ah già, “ma tanto i conti sono a posto”.

Vergognatevi tutti. E lasciate stare il colore amaranto, che non meritate. Non esiste al mondo andare ad affrontare uno spareggio che vale la vita o la morta sportiva in queste condizioni. Ci aspettavamo quantomeno una squadra con gli occhi della tigre, che entrava in campo e mordeva collo e caviglie agli avversari. Macché. Nel primo tempo 700 passaggi in orizzontale di cui la metà sbagliati, mai un’idea, mai qualcuno che andasse “sul muso” dell’avversario a far capire che stavolta a Livorno non si passava. Primo tempo penoso, ripresa appena appena meglio finché è arrivato il gol al 18’ di Bismark con la difesa completamente paralizzata. Sullo 0-1 si è svegliato il Livorno. Eppure Pistoiese e Lucchese perdevano già, tutti lo sapevano. Un minimo di forcing è arrivato quando il riso era già cotto e anzi nel recupero è arrivato pure il 2-0 della Pro Sesto.

Vergognatevi tutti. E ora per favore togliete il disturbo e addio. —



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